Coop Il Quadrifoglio su SPRAR per minori: “la verità dei fatti, le bugie dei ciarlatani”

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Riceviamo e pubblichiamo a firma Cooperativa Sociale “Il Quadrifoglio”

Ognuno ha provato quanto sia frustrante dover chiarire il proprio operato di fronte ad equivoci o incomprensioni che sono sempre possibili. Ma in questi giorni sono state costruite bugie e sono state pubblicate false notizie su un tema come quello dell’accoglienza ai migranti che si addita come la causa di ogni crisi. È scellerata la decisione di costruire bugie proprio su questo e cialtrone il modo in cui è stato fatto. Allora, ognuno comprenderà quanto sia doveroso puntualizzare alcuni aspetti per la cooperativa sociale “Il Quadrifoglio” che da 33 anni accompagna lo sviluppo dei servizi sociali di questo territorio coinvolgendo decine e decine di socie e soci che ogni giorno si occupano del benessere di tante persone e di altrettante famiglie. Puntualizzazioni che ricostruiscono la realtà dei fatti e denunciano quanto offensive per tanti nostri concittadini, e squallide siano quelle bugie, fabbricate ad arte per parlare alle “pance delle persone”.

La prima bugia riguarda il progetto SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) per Minori Stranieri Non Accompagnati di Orvieto. È operativo da oltre sei mesi, collocato in una Comunità Educativa autorizzata secondo quanto previsto dalle norme di legge in materia di strutture per minori. Fa capo al Comune di Orvieto in qualità di Capofila della Zona Sociale dell’Orvietano ed è finanziato dal Ministero dell’Interno. Lo stesso comune di Orvieto – seguendo le prescrizioni SPRAR – ha co-progettato e affidato la gestione dell’intervento ad un raggruppamento di tre enti del terzo settore di cui la cooperativa è capofila.

Da oltre sei mesi, dunque, dieci minori, dieci ragazzi senza famiglia che hanno dovuto abbandonare i propri affetti, sono dunque ospitati ad Orvieto e accompagnati h24 da un’equipe multi professionale composta da educatori, mediatori ed altre figure specialistiche.

Si tratta di una presenza discreta, ordinata, “per bene” (verrebbe da dire) e allora per costruire la bugia non si usa più l’argomento del “bau-bau africano” che minaccia la sicurezza di cittadini indifesi ma quello degli “sghei”, in ossequio alla dottrina (e al dialetto) oggi egemone. Nell’enfasi demagogica sul costo del progetto, si omette di dire che gli standard di funzionamento richiesti sono quelli previsti dal Ministero e dalla Regione Umbria per i minori (senza distinzione di nazionalità, lingua o colore) e il modello SPRAR prevede un meccanismo di rimborso dei costi effettivamente sostenuti dal partenariato pubblico-privato e certificati da un revisore indipendente. È dunque impossibile qualsiasi azione lucrativa.

Per tutti i tribuni del popolo e i “sovranisti” dell’ultima ora, rammentiamo, che lo SPRAR, programma nato dalla collaborazione tra il inistero dell’Interno e l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (l’ANCI) e il Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo sono stati istituiti nel 2002 dalla legge 189/2002, la cosiddetta “Legge Bossi-Fini”.

La seconda bugia fa riferimento alla destinazione dell’edificio ex “Hotel Paradiso”. Per oltre un anno, ancora prima della formalizzazione del suo acquisto, noi della cooperativa abbiamo parlato tra di noi soci e con collaboratori, con associazioni del terzo settore e con molti cittadini di Orvieto Scalo; abbiamo ragionato e progettato su quegli spazi decidendo di destinare il 1° e 2° piano dell’immobile a sede della cooperativa. Gli spazi restanti ospiteranno, in una seconda fase, il fermento di un nuovo modello di welfare di comunità, dove coltivare inclusione sociale e lavorativa, amicizia e iniziative culturali. Per noi si chiama “social hub”. Abbiamo bisogno di nuovi spazi non solo per fare meglio il nostro lavoro, ma per rafforzare la rete associativa della società civile e del Terzo Settore dalla cui qualità dipende effettivamente, con il grado di coesione sociale anche il welfare di cittadini e famiglie. Ed è proprio la consapevolezza di ciò che infastidisce il manipolo di mestatori che vorrebbero presentarsi come difensori del popolo ma che non sanno andare oltre plateali, sporadiche e inefficaci esibizioni. C’è questo dietro il recupero e la riqualificazione dell’ex Albergo Paradiso: un lavoro continuo e quotidiano di cura della nostra comunità. Le speculazioni di cui ci si accusa sono solo nella testa degli accusatori.

Ed ora sdrammatizziamo un po’: Cara Banda Bassotti, la prossima volta, prima di scomodare Paperon de’ Paperoni, o qualsiasi altro personaggio dei cartoon informatevi adeguatamente. Potreste addirittura chiedere a noi. Farà meno scena, lo ammettiamo, ma risparmieremo, tutti, tempo da dedicare a qualcosa di più costruttivo.

 

 

 

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