Apertura centro accoglienza allo Scalo. Melone: “interrompere questo business”

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Riceviamo e pubblichiamo a firma di Davide Melone, portavoce provinciale Movimento Nazionale per la Sovranità

Si vociferava già da tempo dell’apertura di un centro di accoglienza di giovani “immigrati” in una ex struttura ricettiva di Orvieto Scalo. Queste voci negli ultimi giorni si sono trasformate in certezze. Che il business dell’accoglienza rappresentasse negli ultimi anni qualcosa di molto redditizio ne sono la riprova le continue segnalazioni di infiltrazioni malavitose emerse nelle varie inchieste, i cui attori protagonisti, come si evince nelle decine e decine di intercettazioni telefoniche, definivano l’immigrazione clandestina e la gestione dei centri di accoglienza, la prima fonte di guadagno, addirittura di gran lunga superiore per redditività allo spaccio di sostanze stupefacenti ed al racket della prostituzione. La certezza dell’imminente apertura di un centro di accoglienza di giovani immigrati, che coinvolgerà la Quadrifoglio, nota cooperativa sociale di Orvieto, denota come ormai le cooperative sociali si siano trasformate a tutti gli effetti in imprese con il prevalente, se non unico, fine di fare profitto. In riferimento alla cifra stanziata, si parla di circa 865.000 euro che, suddivisi in 3 anni per 10 ragazzi compresi fra i 14 e i 18 anni, fanno circa 29.000 euro pro capite annui. A questo punto la domanda sorge spontanea; immaginate se ogni famiglia italiana dovesse fronteggiare un costo del genere per ogni figlio a carico, quanto dovrebbe guadagnare? In conclusione, perché non destinare tale cifre per migliorare ospedali, scuole, o aiutare, magari, il proprio vicino di casa che versa in condizioni di povertà, che non arriva alla fine del mese, che non riesce a pagare le bollette mensili o a pagare la retta alla società sportiva del figlio? Semplice, tutto ciò non comporta guadagno. Bisogna interrompere il proliferare di questo business che tutto ha a che vedere, tranne che con la solidarietà e gli aiuti umanitari. Parliamo di 5 miliardi di euro annui che noi cittadini finanziamo con le nostre tasse e che vorremmo vedere destinati per aiutare chi effettivamente ha bisogno dando priorità agli italiani e non vedere destinati a rimpinguare le tasche di chi in nome di un falso fine umanitario incrementa i propri guadagni.

Basta, PRIMA GLI ITALIANI!

 

 

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