I gruppi di opposizione vogliono sfiduciare il sindaco sulla discarica, “ha tradito la città” ma manca una firma per presentare la mozione

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La questione discarica è ormai divenuta il vero banco di prova per la maggioranza traballante di Giuseppe Germani.  I gruppi di opposizione di centro-destra hanno infatti presentato una mozione di sfiducia a cui manca una sola firma per poterla discutere poi in consiglio.  Manca la firma di Lucia Vergaglia, M5S, che anche durante la nostra trasmissione “piazza del Popolo” ha spiegato la sua contrarietà ad eventuali crisi sia perché proprio ora serve un sindaco nella pienezza delle sue funzioni sia perché non vuole partecipare ai giochi tutti interni al maggior partito di governo, cioè al PD.  Se alle cinque firme di Roberta Tardani, Stefano Olimpieri, Andrea Sacripanti, Roberto Meffi e Gianluca Luciani, non se ne aggiungerà una sesta la mozione non potrà essere discussa e poi votata in consiglio.  I gruppi di opposizione chiedono un atto di democrazia, una firma, che permetta di portare la mozione in consiglio ma ad ora non sembra che ci siano state risposte in tal senso.  Gli oppositori rimproverano al sindaco di non essere stato lineare e coerente con le decisioni unanimi prese in consiglio comunale, con anche il suo voto, e con la gran parte della cittadinanza orvietana.  Per spiegare meglio i consiglieri nel loro lungo documento hanno voluto ripercorrere la storia recente della discarica e dei progetti di ampliamento.

In relazione all’intero progetto di ampliamento della discarica Le Crete, l’operato del Sindaco di Orvieto si è dimostrato contrario ai dettami di correttezza e di lealtà nei confronti dell’intero Consiglio Comunale e verso il volere della stragrande maggioranza della popolazione orvietana.

Si parte con il verbale allegato alla delibera regionale 221/2017 relativo ad un incontro risalente al 20 settembre sempre del 2017 tra i rappresentanti degli enti pubblici e i rappresentanti di Acea Ambiente srl: “Il giorno 20 Settembre 2017 alle ore 10.00, presso la sede della Regione Umbria Palazzo Broletto, si tiene una riunione con i rappresentanti della Soc. Acea Ambiente S.r.l., onde proseguire il confronto tra le parti secondo quanto stabilito al punto 4) della D.G.R. n. 221 del 06/03/2017, al fine di “valutare ogni possibile evoluzione progettuale che consenta di valorizzare il Sito in oggetto ai fini dell’attuazione regionale del Piano rifiuti”.

    Alla Riunione risultano presenti:

  • Assessore regionale con delega all’Ambiente, Fernanda Cecchini;
  • Direttore regionale della Direzione Agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali e spettacolo, Ciro Becchetti;
  • Acea Ambiente S.r.l., Giorgio Custodi;
  • Sindaco del Comune di Orvieto, Giuseppe Germani;
  • Direttore A.U.R.I., Giuseppe Rossi.

La riunione fa seguito agli incontri tenutisi presso gli uffici regionali in data 01/06/2017 e 07/07/2017 alla presenza della Soc. Acea Ambiente S.r.l., dell’Amministrazione regionale (rappresentata dal competente Assessore, dal Direttore Regionale della Direzione Ambiente e dai relativi tecnici), del Comune di Orvieto (rappresentato dal Sindaco) e dell’AURI (rappresentata dal Direttore), aventi ad oggetto un confronto sulla verifica delle soluzioni progettuali più idonee in grado di consentire il superamento del dissenso sul progetto in argomento, espresso dal Comune di Orvieto in sede di Conferenza di VIA e considerato “al momento non superabile” dalla Giunta regionale con la citata D.G.R. 221/2017.

… Dopo ampio e approfondito dibattito tra le parti, valutate tutte le ragionevoli alternative in grado di consentire al Comune di Orvieto una revisione del proprio parere negativo sul progetto in argomento, la Soc. Acea Ambiente S.r.l., comunica di rendersi disponibile ad una sostanziale rimodulazione del progetto…

… Il Comune di Orvieto, l’AURI e la Regione ritengono, per quanto di rispettiva competenza, accoglibile la proposta di modifica progettuale illustrata da Acea, ritenendo tale soluzione migliorativa sia sotto il profilo paesaggistico che ambientale…”. 

Per l’opposizione di centro-destra è proprio partendo da questo verbale che si consuma lo strappo con gli atti approvati dal consiglio comunale nel 2014 e nel 2016 ponendo il sindaco in evidente contrasto con quanto richiesto e votato dai rappresentanti di tutti i gruppi politici.  Per gran parte del 2017 Germani ha partecipato a diversi incontri relativi al progetto di ampliamento senza mai informarne il consiglio comunale.  Solo dopo una conferenza stampa dell’allora consigliere regionale di Forza Italia, Raffaele Nevi la città è venuta a conoscenza di quanto stava avvenendo.  Il sindaco si è difeso proponendo un nuovo ed ulteriore passaggio in consiglio.  Si era impegnato personalmente a presentare un atto in tal senso ma l’attesa è durata diversi mesi e per la precisione fino al marzo 2018, con la procedura di VIA già in fase conclusiva.  La tesi “accusatoria” dell’opposizione continua, “il sindaco è membro effettivo dell’Auri e pur manifestando a parole la contrarietà all’ampliamento, era ben consapevole che quest’ultimo era ormai incombente”.  A suffragare quanto affermano gli stessi consiglieri riportano nel loro documento parte del documento preliminare del piano d’ambito approvato dall’Auri approvato il 20 dicembre del 2017. “Le capacità residue delle discariche sulla base delle autorizzazioni in essere offrono ridotte autonomie al sistema gestionale. Anche negli scenari che prevedono il minor ricorso allo smaltimento la saturazione degli impianti si presenterà con tempistiche ravvicinate. Sottolineando la necessità di ricorrere a tutte le azioni prospettate per ridurre lo smaltimento, è tuttavia necessario un incremento della capacità dotando il sistema regionale di una ‘riserva strategica’ che sia in grado di far fronte a future situazioni di criticità. Al fine di delineare tale futura ‘riserva strategica’ assume carattere di priorità assicurare, per le discariche ove sia tecnicamente e  ambientalmente sostenibile, il pieno utilizzo delle possibilità di ampliamento che gli impianti esistenti presentano”.  Proprio sul documento in questione il sindaco avrebbe dovuto puntare i piedi, votare in maniera contraria e dare battaglia, magari coinvolgendo il consiglio comunale, ma così non è stato.  Tutto il resto è storia recentissima.  La giunta regionale ha approvato il nuovo progetto di ampliamento della discarica orvietana di proprietà di Acea Ambiente srl.

Rimane la questione politica con il PD/2 guidato da Andrea Taddei e che conta su altri due consiglieri nell’amministrazione mentre nel partito è rappresentato dall’area che ha eletto il segretario Andrea Scopetti.  In una conferenza stampa Scopetti si è dichiarato pronto a “staccare la spina” al Germani in caso di sì all’ampliamento della discarica.  Politicamente, però, la mozione di sfiducia dell’opposizione non può essere votata perché significherebbe una bocciatura anche della maggioranza politica.  Il M5S con la sua rappresentate Lucia Vergaglia ha deciso per una linea più dialogante con il sindaco, pur nelle differenze e nella completa contrarietà ad ogni tipo di ampliamento della discarica.  In appoggio a Germani sono arrivati anche i venti sindaci delle Aree Interne che hanno espresso la loro contrarietà al progetto e sono pronti a rappresentare tutti insieme la loro contrarietà al neo-ministro dell’ambiente, Sergio Costa, tra l’altro fortemente voluto dal leader pentastellato Luigi Di Maio.

L’unica cosa certa, per ora, è che l’ampliamento non è più un progetto ma una realtà con tanto di delibera regionale e che il Comune e il sindaco Germani hanno perso una battaglia, o meglio una guerra che potrebbe rivelarsi ben più dannosa di quanto fin qui si riesce ad immaginare sia dal punto di vista ambientale che da quello del marketing territoriale e turistico.

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