Angelo D’Acquisto ha portato l’Umbria al Cibo Nostrum a Taormina. Protagoniste la lumachella e le lenticchie di Norcia

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Cibo Nostrum è la manifestazione benefica che si svolge a Taormina a cura dell’Unione Regionale Cuochi di Sicilia e della Federazione Italiana Cuochi e che ha visto protagonista in rappresentanza dell’Umbria Angelo D’Acquisto.  Il cuoco siciliano ma orvietano d’adozione ha rappresentato alla kermesse la Regione Umbria insieme a Federico Manzini, Carlo Ghista, Andrea Gusmeroli e Stefano Borrello che ha presentato i prodotti selezionati e ha promosso la Regione.  I visitatori hanno potuto assaggiare la lumachella tipica orvietana e le lenticchie di Norcia, la porchetta e l’olio, tutte eccellenze regionali.

La manifestazione si è conclusa con numeri tutti in forte crescita.  Solo lunedì 21 maggio sono state registrate oltre 30 mila presenze con 95 mila degustazioni realizzate dagli chef presenti in rappresentanza non solo delle regioni italiane ma anche dall’estero con i loro piatti tipici.  In totale la Cibo Nostrum ha raccolto quest’anno in totale 43 mila euro come sempre destinati a beneficenza.  15 mila euro sono andati al Moige per il cyberbullismo, altri 15 mila alla Fondazione Limpe di Messina per la lotta contro il morbo di Parkinson e 13 mila euro al fondo di solidarietà e emergenza della Federazione Italiana Cuochi.

Cosa ti porti dell’esperienza di Taormina e di Cibo Nostrum?

E’ stata sicuramente un’esperienza entusiasmante, fatta per beneficenza e quindi senza alcun ritorno economico.  L’altra grande soddisfazione è stata quella di essere chiamato a rappresentare l’Umbria anche se non sono umbro.  La cucina è senza confini e questa è l’ulteriore conferma perché quello che conta è la passione e il saper fare e interpretare i piatti della tradizione regionale italiana in generale e umbra in particolare. Per quanto riguarda me è stata un’esperienza bellissima per una giornata di beneficenza senza alcun ritorno economico è proprio un piacere.  Mi ha fatto piacere portare un pezzetto della città dove abito, Orvieto, e di una città che ho nel cuore, Norcia.  D’altronde Norcia e Amatrice non possono che essere fare ad un cuoco per quello che rappresentano per la cucina tradizionale e di qualità.

Organizzare una trasferta di questo tipo non è stata sicuramente una cosa semplice…

Assolutamente no a partire dalla scelta dei prodotti e dei piatti.  Alla fine ho deciso per due piatti semplici ma profondamente rappresentativi dei sapori dell’Umbria, la lumachella orvietana e la lenticchia di Norcia.  E’ stato complesso ma la disponibilità che ho trovato è stata veramente notevole.  A tal proposito permettetemi di ringraziare alcune persone che hanno permesso al sottoscritto di rappresentare al meglio l’Umbria a partire dalla Federazione Italiana Cuochi dell’Umbria nella persona del presidente Carmine Onorato che mi ha scelto per portare i sapori della Regione a Taormina.  Una menzione particolare a Gianni Coccia della Cooperativa Produttori Lenticchia di Norcia IGP che nonostante le difficoltà e i problemi del post-sisma ha dimostrato grande entusiasmo mettendosi a completa disposizione, all’azienda Alesandro Ricci di Montecchio per l’olio, mentre per il materiale promozionale vorrei sottolineare la disponibilità di Cristina Croce, vice-sindaco di Orvieto e la signora Danka dell’ufficio Turismo sempre di Orvieto.

Quali sono i numeri della manifestazione e quali vantaggi per l’Umbria?

In particolare non posso sicuramente avere i numeri esatti ma basti pensare che in una sola giornata sono stati oltre 30 mila gli ingressi.  Nel nostro piccolo, lo vorrei sottolineare, abbiamo fatto qualcosa in più.  Abbiamo messo a disposizione dei visitatori una persona, Stefano Borrello, che ha avuto il compito di raccontare la storia dei prodotti presentati e promuovere l’Umbria e in particolare Orvieto e Norcia.

Insomma questa è Orvieto quella positiva che prova ad emergere con la qualità e il lavoro.  Magari si potrebbe anche pensare di promuovere in casa i prodotti tipici con una manifestazione in grande stile e particolare che si attrattiva per potenziali turisti enogastronomici.

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