Federalberghi Orvieto, “troppo sommerso in città, ora il Comune ha gli strumenti per intervenire. Noi pronti a investire”

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Federalberghi Orvieto ha presentato nei giorni scorsi un’indagine conoscitiva sulla presenza di strutture ricettive ad Orvieto.  Esclusi gli alberghi sono circa 415 quelle che si fanno promozione sul web tra appartamenti privati, B&B e affittacamere alla data del 31 marzo scorso.  Ma andando a guardare l’elenco ufficiale nelle mani della Regione dell’Umbria i numeri sono ben diversi con 165 totali, alberghi compresi.  Questa è la conferma di quello che da tempo si sostiene sia tra gli operatori del settore che da parte dell’amministrazione comunale. 

Federalberghi sottolinea come “ora il Comune di Orvieto ha gli strumenti conoscitivi per farlo emergere, sottoporlo agli stessi controlli e alle stesse regole valide per tutti coloro che operano alla luce del sole: imposta di soggiorno compresa, con evidenti e immediati benefici per le casse comunali”.  L’indagine è stata consegnata proprio all’assessore al turismo Andrea Vincenti e al sindaco Giuseppe Germani durante uno degli incontri periodici che si tengono tra amministrazione e comparto turistico.

Per Stefano Martucci, rappresentante di Federalberghi Orvieto, “il sommerso turistico a Orvieto ha dimensioni abnormi, che non si riscontrano in altri territori dell’Umbria.  Questo provoca un danno enorme alle strutture che operano nella legalità e un considerevole mancato guadagno al Comune. E’ il momento di affrontare con decisione – conclude Martucci – questo fenomeno e l’amministrazione ha assunto un impegno proprio in questo senso”.  Nel frattempo gli albergatori di Cofcommercio hanno iniziato a lavorare ad una serie di attività di promozione turistica che hanno presentato al Comune.  Sempre Martucci ha spiegato che “stiamo lavorando anche con la Regione per cercare ulteriori risorse che ci consentano di lavorare per la riqualificazione della nostra offerta ricettiva.  Negli incontri con l’amministrazione comunale – conclude Martucci – abbiamo spesso sottolineato il disagio persistente di un settore che a Orvieto ha ancora problemi rilevanti, e un’identità turistica da ricostruire nell’immediato futuro, per ridare al territorio il giusto appeal.  Noi siamo intenzionati a dare, fino in fondo, il nostro contributo”.

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