Pd1 vs PD2/2: il PD di Orvieto minaccia la crisi se il PD di Perugia e dintorni dice sì alla discarica

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Eccoci ad un nuovo capitolo della guerra interna del PD che rischia di avere pesanti conseguenze per Orvieto.  Il segretario comunale del PD, Andrea Scopetti ha spiegato in un’intervista uscita su “La Nazione” che lunedì potrebbe essere l’ultimo giorno di Germani sindaco se in Regione verrà approvato l’ampliamento della discarica.  Il ragionamento non farebbe una piega se a minacciare la crisi non fosse il PD.  In pratica se il ticket Marini-Cecchini, del PD, decidessero di andare avanti con il progetto presentato da Acea per la discarica “Le Crete” il PD di Orvieto sfiducerebbe il sindaco Germani del PD.  Fila il discorso?  No! Non è credibile che un pezzo di partito non parli con un altro pezzo di partito e si rafforza l’ipotesi che le due anime interne stiano conducendo una guerra fratricida che non prevede prigionieri ma solo vittime da contare quando si andrà ai colloqui di pace. Il paragone è forte ma reale.

Anche la nuova moda del passo di lato in questo caso non è possibile perché non è prevista la sostituzione del sindaco, se non con le dimissioni e il ritorno alle urne, mentre lo potrebbe fare il segretario politico del PD.  Ma lo farà?  Forse è il momento di tornare intorno ad un tavolo prima che avvenga l’irreparabile e confrontarsi sui temi in questo scorcio di consiliatura.  D’altronde sono in ballo due partite fondamentali per Orvieto, il primo bilancio senza clausole limitative legate al pre-dissesto e l’avvio della fase esecutiva del contratto delle Aree Interne.  In caso di crisi queste partite verrebbero gestite dal commissario prefettizio, una sconfitta per la politica.

Ma torniamo alla Regione.  E’ probabile che lunedì 21 a Perugia dicano sì al progetto di ampliamento della discarica nonostante il doppio “no” unanime del consiglio comunale di Orvieto, compreso il sindaco e nonostante Italia Nostra e le altre associazioni abbiano annunciato di essere pronte a lottare fino alla fine.  Il Comune di Orvieto può sempre presentare ricorso contro la decisione.  Certamente l’eventuale assenso all’ampliamento è l’ulteriore segnale del corto circuito interno al PD dove la mano destra non sa cosa sta facendo la sinistra e viceversa.  E’ questa distanza tra la politica e la società che lascia interdetti.  Sì perché la politica dovrebbe essere al servizio dei cittadini e non viceversa, soprattutto in un momento come questo di forte crisi ancora in atto e con dei piccoli segnali di ripresa ancora timidi che potrebbero essere rallentati da azioni amministrative errate.  A Orvieto tutto è pronto per ripartire ma c’è ancora grande sofferenza in alcuni comparti fondamentali dell’economia locale.  E la politica che fa? Decide di litigare.  Se chi amministra ha le proprie responsabilità, e da OrvietoLife non abbiamo fatto mai sconti da questo punto di vista, sicuramente oggi è il PD ad averle e la corsa ad accusare il “compagno” di partito che sbaglia non si può accettare e non è credibile.

Se poi si devono andare a ricercare le colpe dell’assoluta mancanza di dialogo tra Orvieto e Regione queste sono equamente distribuite tra amministrazione, sindaco e PD che insieme non hanno mai giocato insieme la partita di salvaguardia del territorio offrendo così il fianco debole a chi aveva una patata bollente fra le mani, propri interessi di campanile da difendere e che potrebbe far ricadere anche l’onere di una pesante crisi dei rifiuti su Orvieto.  Sì perché a Perugia lo hanno detto chiaramente che Orvieto è fondamentale per la chiusura del circuito, quindi in caso di opposizione dura ogni colpa verrebbe scaricata sugli orvietani egoisti e non sull’incapacità di chi avrebbe dovuto creare una nuova politica dei rifiuti e che invece continua a gestire tutto con discariche, inceneritori e pochi impianti di riciclaggio siti dove è più “interessante” elettoralmente.

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