Germani e Taddei, parlatevi pubblicamente. La città chiede “fate presto”

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Di giorno in giorno si complica la crisi di fatto tutta interna al PD che ha coinvolto come un ciclone anche la maggioranza e il sindaco.  L’intervento a gamba tesa del capogruppo Andrea Taddei in consiglio ha lasciato a bocca aperta tanti.  Ma una domanda sorge spontanea, possibile che il gruppo consiliare non ne sapesse nulla? Strano e soprattutto possibile che proprio in consiglio non si alzata alcuna mano per intervenire in disaccordo?  A distanza di alcuni giorni, dunque, appare sempre più come un progetto studiato a tavolino per mettere nuovamente in difficoltà il sindaco del PD, è questa la nuova moda del partito orfano di Renzi e ora guidato da Martina a livello nazionale: il tiro al sindaco di partito.

I dietrologi, invece, vedono un progetto più complesso legato ad un accordo con Forza Italia che parte da Roma per poi declinarsi anche a livello locale.  Altra stranezza che i due partiti usciti malconci dalla tornata elettorale del 4 marzo si mettano insieme in maniera non del tutto naturale per far cadere i sindaci PD, sì perché quelli di centro-destra continuano a governare tranquillamente così come i presidenti di Regione come Toti in Liguria.  A Orvieto allora cosa sta succedendo?

Bisogna tornare indietro nel tempo per capire che il dualismo tra Germani e Taddei è cosa antica, così come quella tra Andrea Scopetti e il sindaco.  Sono talmente lontani che il partito si è messo a studiare con tanto di focus-group per mettere alla prova sempre il sindaco.  I documenti che ne sono usciti sono piuttosto generici e in alcuni punti contraddittori anche con ciò che il PD ha detto e fatto successivamente.  In alcuni casi si leggono coincidenze di testo anche significative con documenti programmatici di altre realtà cittadine come Trento e Treviso, solo per fare alcuni esempi.

Anche il sindaco non ha compiuto alcuno sforzo per porsi in sintonia con il sentiment della città, lo ha dimostrato in tutta la sua drammaticità durante il confronto che OrvietoLife ha organizzato con i commercianti.  Lì più di 180 operatori economici della città chiedevano di cambiare marcia e ritornare sui propri passi al sindaco e all’assessore Vincenti e invece i due hanno tirato dritto come se nulla fosse.  Le indiscrezioni parlano di confronti piuttosto duri proprio con Vicenti che pare sia arrivato anche a minacciare le dimissioni se non fosse passata la linea del pedonalizziamo tutto il possibile.  Quando gli organizzatori di alcune manifestazioni hanno annunciato il loro trasferimento altrove, leggasi Todi, il sindaco ha risposto con un disarmante “Ce ne faremo una ragione” diventato un hashtag virale.

Pare proprio che ormai le due anime del partito vivano come dei separati in casa protagonisti di una causa di divorzio durissima e dispendiosa.  Un muro contro muro pericoloso prima di tutto per la città.  Ma allora perché non confrontarsi? Però non nelle segrete stanze ma pubblicamente, noi di OrvietoLife siamo sempre pronti a raccogliere eventuali proposte perché riteniamo che Orvieto oggi non possa permettersi un altro periodo di governo a scartamento ridotto come successo in questi anni di pre-dissesto. Chiediamo uno sforzo e un sacrificio per la città a Giuseppe Germani, sindaco, e a Andrea Taddei, capogruppo consiliare del PD, che vengano a rappresentare le loro posizioni per trovare una via d’uscita che potrebbe anche essere la chiamata alle urne anticipatamente, sempre meglio di una paralisi gestionale e a una campagna elettorale lunghissima e sfibrante per tutti, ma soprattutto per l’economia cittadina che continua ad essere in crisi e ha bisogno di “fare presto”.

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