Crisi, quelli delle anatre zoppe

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Ho esaminato con attenzione lo j’accuse che Taddei, portavoce della segreteria PD di Orvieto, ha rivolto l’altro ieri contro l’amministrazione Germani. L’ho fatto senza pregiudizio derivante dalla mia piena consapevolezza dell’esistenza di quel disgraziato disegno politico che da dieci anni anima quella parte del PD orvietano, di cui Andrea è esponente di spicco, e che ha prodotto fin qui la disgregazione non solo di quel partito , ma soprattutto delle ragioni stesse dei principi di lealtà e trasparenza nella politica orvietana.
Di questa boutade di provincia,  che finora ha generato due “anatre zoppe”  ovvero i sindaci Mocio e Concina e che aveva spinto il nostro Comune verso il baratro del suo fallimento finanziario, i miei lettori ne potranno approfondire i dettagli sui capitoli ad essi dedicati nel mio saggio LA BOLLA _ IL CASO ORVIETO nelle librerie dal 22 maggio p.v.

Qui una breve disamina sui principali argomenti usati dal capogruppo PD per portare il suo proditorio attacco a Germani.
Il patto con la Regione : sanità, sicurezza, trasporti e ambiente. Tra le amministrazioni che si sono succedute quella di Germani è stata senz’altro la più proficua di atti, documenti, incontri e scontri. Ne sono testimonianza la battaglia parzialmente vinta con la ex Umbria mobilità circa la gestione economica della Funicolare, gli atti e i ricorsi giudiziari promossi e vinti dalla Giunta contro l’ampliamento della discarica, gli atti e le commissioni sulle liste sanitarie di attesa. Tutto quel che si poteva mettere in campo è stato messo in campo. Forse sull’ospedale di Orvieto e altri dossier, oltre a ciò che ha fatto istituzionalmente l’amministrazione Germani, qualcosa in più avrebbe potuto fare in termini di moral suasion proprio il PD,  visto che la Regione è governata dal PD con i suoi assessori regionali interessati ai dossier , per esempio quello alla sanità, che militano nella stessa corrente interna al PD a cui fa riferimento Andrea Taddei.
La reinternalizzazione dei servizi comunali : Forse al capogruppo PD è sfuggita in questi anni la cura dimagrante impressa alla macchina comunale che conta un numero di addetti la metà di quelli che erano al lavoro solo dieci anni fa. Ciò nonostante questa amministrazione ha ricondotto al suo interno la gestione delle tasse comunali, gli incarichi di progettazione e tutto ciò che si poteva in funzione delle professionalità già presenti in organico,  dai trasporti scolastici a molti dei servizi sociali erogati. Certo restano affidati all’esterno gli asili nido e alcuni servizi culturali coperti dal lavoro delle cooperative e di soggetti che, peraltro, molto hanno avuto e hanno a che fare con il PD e la sinistra orvietana dal cui pulpito Taddei pontifica. Gestioni che Germani ha confermato e o riaffidato seguendo le normative di legge sugli appalti. Se avessimo dovuto dar retta a Taddei e al PD sul riaffidamento diretto alla TeMA della gestione del Teatro Mancinalli oggi avremo avuto gli assessori comunali in galera, il Teatro chiuso e i dipendenti della TeMA a casa.

Non so questo atteggiamento meschino di una parte del PD orvietano nei confronti del proprio Sindaco dove li possa portare se non, alle prossime elezioni comunali, a fare da zerbino alleato a una destra più che tonica anche a Orvieto come nel Paese. Ma forse a Taddei e a quelli delle “anatre zoppe” poco interessa del quadro politico futuro della nostra città più interessati, invece,  a negoziare un piatto di lenticchie nella ridistribuzione delle risorse pubbliche tornate ad essere disponibili dopo l’avvenuto risanamento dei conti dell’Ente a cui Taddei dedica poco più che lo spazio di un inciso.

 

 

 

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