PD1 a PD2: tutto è pronto, chi stacca la spina a Germani?

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Sarà il tempo di questi giorni, sarà l’aria di elezioni sempre in agguato ma il PD non poteva scegliere momento peggiore per aprire di fatto una crisi cittadina molto seria.  In 24 ore abbiamo capito che esiste PD1 e PD2, che Per Andare Avanti è pronta a staccare la spina, che il resto della maggioranza è silenzioso.  L’opposizione svolge il suo ruolo. 

In casa PD le mode non passano mai e Tafazzi è sempre lì in agguato pronto a riapparire ad ogni buon conto.  Loriana Stella vince le primarie? Bene allora noi gli piazziamo un bel voto disgiunto con Concina sindaco ed ecco servita l’anatra zoppa con il conseguente mercato dei voti.  Germani in tempi non sospetti si autocandida alla guida delle città? Benissimo mettiamoci anche Andrea Taddei e poi vediamo chi vince.  Nonostante tutto vince Germani. Non si può ripensare ad un’altra anatra zoppa e allora grazie alle alchimie del voto, sicuramente meno ricercate, si crea un partito doppio che rispecchia il dualismo tra sindaco e candidato alle primarie oggi capogruppo. Ogni volta che c’è da prendere una decisione importante ecco che il dualismo torna ad essere protagonista assoluto, fino allo show-down dell’ultimo consiglio comunale e vari strascichi.  Si decide di chiudere senza un progetto complessivo piazza del Popolo, il sindaco rilascia una nota ufficiale di tono conciliante e allora interviene il segretario Andrea Scopetti e, sostituendosi a Germani, annuncia i provvedimenti su traffico e viabilità e la delibera di giunta arriva in diretta.

E’ il giorno del bilancio consuntivo e l’intervento più di opposizione al sindaco è quello del capogruppo del PD.  Supera in critica la minoranza ma alla fine la manina si alza magicamente per approvarlo, questo consuntivo.  Un progresso però, c’è stato.  Ora PD1 e PD2 si parlano con documenti scritti accusandosi reciprocamente di aver portato la città alla crisi.  Interviene allora Per Andare Avanti, la lista civica nata in appoggio al candidato sindaco Giuseppe Germani, che ha chiesto la verifica di maggioranza.  Giusto! E’ l’unico atto dovuto dopo i due documenti che sanciscono la spaccatura all’interno del maggior partito della coalizione di governo cittadino.

Permane il silenzio assoluto proprio del sindaco.  E’ stato messo sul banco degli imputati perché colpevole di non aver rispettato i consigli del suo partito.  Ironia della sorte il comunicato di replica di PD2 a PD1 finisce con una frase simbolica, “Uniti si vince!”.  Invece è Tafazzi che è tornato prepotentemente di moda, come sempre, a ricordare al PD che “l’amore non è bello se non è litigarello” ma poi deve arrivare la pace, in questo caso impossibile.  Allora sarebbe molto più lineare trovare chi stacca la spina definitivamente e tornare al voto obbligando il PD, se ne sarà capace, a unirsi veramente per tentare di vincere.

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