Flavio Zambelli parla di Orvieto a stagione appena conclusa

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Era dallo scorso mese di agosto che la Zambelli Orvieto non tirava il fiato, più di otto mesi di lavoro ininterrotto per completare gli impegni di una serie A2 femminile molto impegnativa.
Il primo maggio la squadra rupestre ha giocato la sua ultima gara della stagione, a poche ore dall’eliminazione nei play-off è il presidente Flavio Zambelli a parlare: «La prima annata di serie A2 è stata assolutamente esaltante per l’alto coefficiente di difficoltà che ha caratterizzato questo campionato e di questo ringrazio per prime le ruggenti dodici tigri che facevano parte del roster. Era il primo anno per il nostro club nella seconda categoria nazionale, il modo in cui è stata concepita questa stagione ha aumentato il grado di difficoltà generale, un campionato simile ad un percorso di guerra con un girone unico a diciassette squadre che inizia L’8 ottobre e che doveva finire per forza il 9 aprile. Questa concentrazione in poco tempo ci ha costretto tutti ad otto turni infrasettimanali con difficoltà a livello fisico per le atlete ed organizzative per la società. Stessa organizzazione frenetica anche per gli spareggi promozione.
La grande soddisfazione di essere entrati nei play-off è stata smorzata dal ‘bagno di sangue’ per le atlete e per la società, essendo entrati da ottavi classificati gara-uno e gara-tre le abbiamo disputate in trasferta a distanza di soli tre giorni tra una gara ed un’altra, senza prevedere la sosta di una settimana tra la fine di una serie ed un’altra (ad esempio tra quarti e semifinale), come avviene in altri sport tipo il basket. La collocazione geografica di Orvieto nel centro Italia dove non ci sono altre squadre a parte Perugia, complica in maniera esponenziale il carico di trasferte. Faccio i complimenti a tutto il team nei suoi vari reparti (tecnico e fisioterapico) per la grande rimonta a partire da dicembre dopo che avevamo sfiorato la zona-retrocessione nelle giornate iniziali. Una buonissima gestione del gruppo di coach Solforati coadiuvato dal d.s. Iannuzzi, e da tutto il resto dello staff che ringrazierò di persona.
Il finale di stagione ha regalato alla città e alla società la soddisfazione di aver eliminato nei quarti-play-off una delle favorite come Mondovì e poi di aver disputato una grande semifinale fino allo spareggio contro San Giovanni in Marignano che, contro di noi, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Poteva andare ancora meglio? Certo che sì! Le sorprese potevano essere ancora maggiori, ma se fosse finita con un’incredibile vittoria dei play-off avremmo dovuto prendere atto che la città di Orvieto non è pronta per la serie A1. Sia per le difficoltà di collocazione geografica con poche squadre in questa parte d’Italia, sia per la mancanza di un palazzetto idoneo, sia per la mancanza di risorse economico-finanziarie. Quindi se fosse successo, avremmo dovuto fare scelte diverse che avrebbero snaturato l’appartenenza della Zambelli alla città di Orvieto, o rinunciare alla massima categoria. Quindi alla fine va bene anche così. L’uscita di scena nella semifinale play-off al primo anno rimanda la questione. Se mai il massimo traguardo venisse raggiunto sarà quindi croce e delizia di Orvieto.
Un forte ringraziamento lo voglio fare a tutti i nostri tifosi, dalle bimbe del settore giovanile, ai loro genitori, fino a tutti i cittadini orvietani presenti sugli spalti. Un grazie a tutti i collaboratori della società sportiva che ci danno una mano in palestra, a tutti i tecnici del settore giovanile. Un grazie alla Uisp Orvieto con cui collaboriamo, ed un grazie al centro fisioterapico Body-Team, nostro partner in questa stagione. Abbiamo un settore giovanile che sta crescendo e che è ben gestito dal vice presidente Marco Gerenich».
 
 
 
 
Era dallo scorso mese di agosto che la Zambelli Orvieto non tirava il fiato, più di otto mesi di lavoro ininterrotto per completare gli impegni di una serie A2 femminile molto impegnativa. Il primo maggio la squadra rupestre ha giocato la sua ultima gara della stagione, a poche ore dall’eliminazione nei play-off è il presidente Flavio Zambelli a parlare: «La prima annata di serie A2 è stata assolutamente esaltante per l’alto coefficiente di difficoltà che ha caratterizzato questo campionato e di questo ringrazio per prime le ruggenti dodici tigri che facevano parte del roster. Era il primo anno per il nostro club nella seconda categoria nazionale, il modo in cui è stata concepita questa stagione ha aumentato il grado di difficoltà generale, un campionato simile ad un percorso di guerra con un girone unico a diciassette squadre che inizia L’8 ottobre e che doveva finire per forza il 9 aprile. Questa concentrazione in poco tempo ci ha costretto tutti ad otto turni infrasettimanali con difficoltà a livello fisico per le atlete ed organizzative per la società. Stessa organizzazione frenetica anche per gli spareggi promozione. La grande soddisfazione di essere entrati nei play-off è stata smorzata dal ‘bagno di sangue’ per le atlete e per la società, essendo entrati da ottavi classificati gara-uno e gara-tre le abbiamo disputate in trasferta a distanza di soli tre giorni tra una gara ed un’altra, senza prevedere la sosta di una settimana tra la fine di una serie ed un’altra (ad esempio tra quarti e semifinale), come avviene in altri sport tipo il basket. La collocazione geografica di Orvieto nel centro Italia dove non ci sono altre squadre a parte Perugia, complica in maniera esponenziale il carico di trasferte. Faccio i complimenti a tutto il team nei suoi vari reparti (tecnico e fisioterapico) per la grande rimonta a partire da dicembre dopo che avevamo sfiorato la zona-retrocessione nelle giornate iniziali. Una buonissima gestione del gruppo di coach Solforati coadiuvato dal d.s. Iannuzzi, e da tutto il resto dello staff che ringrazierò di persona. Il finale di stagione ha regalato alla città e alla società la soddisfazione di aver eliminato nei quarti-play-off una delle favorite come Mondovì e poi di aver disputato una grande semifinale fino allo spareggio contro San Giovanni in Marignano che, contro di noi, ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie. Poteva andare ancora meglio? Certo che sì! Le sorprese potevano essere ancora maggiori, ma se fosse finita con un’incredibile vittoria dei play-off avremmo dovuto prendere atto che la città di Orvieto non è pronta per la serie A1. Sia per le difficoltà di collocazione geografica con poche squadre in questa parte d’Italia, sia per la mancanza di un palazzetto idoneo, sia per la mancanza di risorse economico-finanziarie. Quindi se fosse successo, avremmo dovuto fare scelte diverse che avrebbero snaturato l’appartenenza della Zambelli alla città di Orvieto, o rinunciare alla massima categoria. Quindi alla fine va bene anche così. L’uscita di scena nella semifinale play-off al primo anno rimanda la questione. Se mai il massimo traguardo venisse raggiunto sarà quindi croce e delizia di Orvieto. Un forte ringraziamento lo voglio fare a tutti i nostri tifosi, dalle bimbe del settore giovanile, ai loro genitori, fino a tutti i cittadini orvietani presenti sugli spalti. Un grazie a tutti i collaboratori della società sportiva che ci danno una mano in palestra, a tutti i tecnici del settore giovanile. Un grazie alla Uisp Orvieto con cui collaboriamo, ed un grazie al centro fisioterapico Body-Team, nostro partner in questa stagione. Abbiamo un settore giovanile che sta crescendo e che è ben gestito dal vice presidente Marco Gerenich».        
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