Carenze dell’ospedale, per Ciro Zeno o è un disegno preciso o è cattiva politica

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Arriva un nuovo appello, j’accuse di Ciro Zeno della segreteria regionale del PCI Umbria.  Ancora una volta si parla di mancanza di personale e attrezzature mediche che sono lì ferme e dei tanti altri problemi che soffocano il nosocomio orvietano.  Per Zeno dietro a tutti questi ritardi e alla cronica mancanza di personale potrebbe celarsi un disegno ben preciso di depotenziamento di Orvieto a favore di Terni e Foligno. L’alternativa al disegno, al progetto, è quello di una politica ormai aliena dai reali bisogni dei cittadini. Di seguito il nuovo appello di Ciro Zeno.

Ci sorge il dubbio che si voglia affossare l’ospedale di Orvieto! Da chi? Non lo abbiamo ancora capito ma forse le autorità di controllo potrebbero darci delle risposte! 450 persone in lista di attesa anche di 8 mesi per interventi ortopedici. Solo 8 anestesisti su 13 in terapia intensiva, 5 cardiologi su 9 in cardiologia, 5 ortopedici su 8  in ortopedia, mancano medici in pronto soccorso, primari e infermieri…. liste di attesa bibliche per visite specialistiche, tipo per una mammografia più di un anno e mezzo, se però si decide di farla in privato o in intramoenia i tempi si accorciano a poche manciate di ore.

Da questa mattina sembra sia aperta una sola sala operatoria su cinque per gli interventi ordinari a causa della grave mancanza di anestesisti. Attendiamo da tempo la guardia cardiologica H24 così anche per il laboratorio analisi. Vogliamo capire se stesse strutture umbre comparabili a quella orvietana ricevono più fondi di Orvieto. A questo punto le cose sono 2, o ci prende in giro la politica regionale con il contributo della politica locale, oppure la direzione sanitaria. Siamo stanchi dei viaggi della speranza fatti dal 118 orvietano verso altri nosocomi umbri per le patologie tempodipendenti tipo infarti. Tante volte sono state promesse nuove tecnologie, dottori ed infermieri ma mai pervenute. La nuova risonanza ad esempio che fine ha fatto? E l’apertura degli ulteriori due posti letto in terapia intensiva già acquistati ma mai messi in funzione? L’Utic? La città difenda la sua sanità e non attenda che lo facciano altri al suo posto, non avverrà mai.

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