Gioacchino Messina neo presidente della Fondazione e Stefano Farabbi della CRO, “radicamento e reputazione”

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Giornata importante per la Fondazione CRO che con una conferenza stampa moderata da Marco Fratini, giornalista a La7 e consigliere d’inidirizzo della stessa Fondazione, ha presentato Gioacchino Messina neo-presidente dell’Ente e Stefano Farabbi, presidente di CRO.

E’ stata l’occasione per segnare un deciso cambio di rotta per quanto riguarda la Fondazione che comunicherà con precisione e attenzione ogni passo, soprattutto quelli più delicati.  Messina, neo.eletto presidente, ha voluto sottolineare la grande unità all’interno degli organi della Fondazione stessa ed ha ribadito la volontà di continuare ad avere una banca autonoma e radicata sul territorio.  “Da oggi – ha spiegato – la Fondazione tornerà ad occuparsi di erogazioni e di territorio perché abbiamo scelto tre amministratori per la SpA di grande esperienza e competenti, questo è importante.  Abbiamo dato loro la delega di amministrare la nostra partecipazione nella banca quindi ora possiamo dedicarci con attenzione a tutto il resto”.  Per quanto riguarda i rapporti con il socio BPB intendiamo collaborare per il bene della banca nella sua autonomia”.  Insomma sembra continuare ad esserci una certa ritrosia sul progetto di fusione che, è bene ricordarlo, non è stato mai portato all’ordine del giorno in consiglio di amministrazione di CRO.

Il neo presidente Stefano Farabbi ha sottolineato il ruolo centrale della parola reputabilità nel prossimo futuro.  Non solo, Per Farabbi la linea è quella di avere una banca territoriale, radicata e con costi di gestione in linea con il comparto.  Missione difficile ma assolutamente possibile grazie ai buoni fondamentali dell’istituto bancario

Gioacchino Messina, presidente della Fondazione CRO

orvietano.  Farabbi ha una grande esperienza bancaria e anche di gestione di momenti complessi così come successo in CariCastello nel passato.  Sempre Farabbi ha gestito Intesa in Albania ed è consigliere della holding della famiglia Colaiacovo a Perugia la Financo.  Mario Davighi, neo consigliere CRO, ha una carriera tutta interna a Bankitalia fino al 2006.  Poi ha avuto incarichi nella Fondazione UJ alla Camera di Commercio di Perugia, tanto per citarne alcuni.  Anche Luciano Ventanni, il terzo consigliere espresso da Palazzo Coelli, è attualmente nel consigliere di amministrazione di Fondazione CariPerugia.  L’annotazione è proprio questa che la Fondazione CRO ha scelto per la banca tre amministratori non del territorio e tutti provenienti dall’orbita Fondazione CariPerugia e Colaiacovo. Al presidente uscente Vincenzo Fumi sono andati i complimenti e i ringraziamenti dei presenti mentre nel suo breve intervento il sindaco Giuseppe Germani ha ricordato il problema riguardante i possessori di azioni della Popolare di Bari.  E’ stata promessa la massima attenzione sull’argomento nel rispetto delle leggi e delle direttive degli organi regolatori e di controllo.

Stefano Farabbi, presidente CRO

Mancavano i rappresentanti uscenti nel cda della CRO, mai nominati e con una frase del presidente Messina che non sembra vedere spiragli di pace, “i soci scadono dopo 10 anni e quindi si deve cambiare”.  Il cambiamento di rotta è iniziato, ora bisognerà attendere le prossime mosse anche del socio di controllo e maggioranza della CRO e cioè la Popolare di Bari che proprio il 28 tiene l’assemblea dei soci e dove terrà banco la trasformazione in Spa dell’istituto pugliese in ossequio alla riforma delle popolari voluta fortemente dall’allora primo ministro Matteo Renzi e che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ne ha decretato la costituzionalità nella sua interezza, ha trovato nuovo slancio.

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