“Freud e Orvieto. Echi della città del silenzio nelle teorie freudiane”. Alla riscoperta del legame tra il padre della psicoanalisi e Orvieto

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Freud e Orvieto. Echi della città del silenzio nelle teorie freudiane   
• Sabato 21 aprile Giornata di studio, tavola rotonda e svelatura della targa commemorativa apposta su Palazzo Bisenzi
• Venerdì 27 aprile ore 20.45 al Teatro Mancinelli, “HERR. Freud, Signorelli, Mosè – Il Rebus” di Guido Barlozzetti
Ebbero un ruolo importante nella elaborazione di alcuni capisaldi delle teorie psicoanalitiche, i vari soggiorni orvietani che Sigmund Freud compì ad Orvieto a partire dal settembre del 1897 e ancora nel 1902 e 1907, come pure gli affreschi di Luca Signorelli nel Duomo della città ebbero un grande impatto sul padre della psicoanalisi. In “Psicopatologia della vita quotidiana”, si parla, infatti, de “il caso Signorelli” che rappresenta per lui una fondamentale occasione di auto analisi, connessa al meccanismo della dimenticanza.
A memoria di quei soggiorni ed in qualche modo dei legami di Freud con Orvieto, l’Associazione ApertaMenteOrvieto propone due appuntamenti, tra filosofia e storia, passato e presente, per approfondire la storia locale, in collaborazione con FIDAPA BPW Italy di Orvieto, la Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, l’Istituto d’Istruzione Superiore Artistica Classica Professionale e il patrocinio del Comune.
La data è quella di  Sabato 21 aprile alle ore 9.45 nella Sala Consiliare del Palazzo Comunale di Orvieto per la giornata di studio dal titolo “Freud e Orvieto. Echi della città del silenzio nelle teorie freudiane”
Sempre nella Sala Consiliare, alle ore 12 alla presenza delle autorità, sarà presentata la targa commemorativa in pietra basaltina su cui è sovrapposto un bassorilievo in ferro riproducente alcune immagini degli affreschi del Signorelli in Duomo, che sarà svelata al civico 36 di Corso Cavour, dove ha sede ancora oggi Palazzo Bisenzi.
“…In questo palazzo si trova l’Albergo Belle Arti, dove avevo sempre alloggiato ad Orvieto…” scriveva lo stesso Freud, padre della psicoanalisi, in “Psicopatologia della Vita Quotidiana”, a sottolineare la sua frequentazione assidua della Città del Duomo.
All’incontro interverranno: Tiziana Tafani (Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto), Raffaele Davanzo (Istituto Storico Artistico Orvietano), Gabriella Struzzi, dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Artistica Classica e Professionale, Moreno Biritognolo, artigiano del ferro e Antonio Crescini, artigiano del marmo.
Nel pomeriggio, alle ore 17 a Palazzo Negroni, sede della Fondazione per il Centro Studi “Città di Orvieto”, si terrà la tavola rotonda dal titolo “Le immagini del Signorelli nel pensiero di Freud”.
Aprirà i lavori il presidente del Centro Studi Matteo Tonelli. Interverranno: Raffaele Menarini, docente di Psicologia Dinamica alla Lumsa di Roma, Anna Maria Meoni, psichiatra, Guido Barlozzetti, scrittore e giornalista, Angelo Strabioli, psicologo.
E’ in agenda, invece, per venerdì 27 aprile alle ore 20.45 al Teatro Mancinelli“HERR. Freud, Signorelli, Mosè – Il Rebus”, uno spettacolo-racconto sull’incontro eccezionale tra Luca Signorelli e Freud, prodotto dal Collettivo Teatro Animazione Orvieto. Testo, regia e interpretazione di Guido Barlozzetti. Progetto visivo e allestimento di Massimo Achilli. Musiche originali composte ed eseguite da Enzo Pietropaoli.
“HERR è un racconto/spettacolo teatrale che si avvicina con umiltà a uno dei protagonisti della cultura della modernità – spiega Guido Barlozzetti – Freud è passato per Orvieto ed è stato un passaggio importante, forse decisivo, per lui e la nascita della psicoanalisi. Signorelli con i suoi affreschi nel Duomo lo ha sconvolto al punto da dimenticarne il nome.  
Era il 1897, Freud aveva iniziato l’autoanalisi, certo condizionata anche dalla morte del padre Jakob. HERR parte da lì e il racconto teatrale segue le sue parole, sovrapponendo la sua indagine a quella che Freud ha fatto su se stesso e la sua dimenticanza. Si passa per Edipo e si arriva al Mosé di Michelangelo a San Pietro in Vincoli a Roma, punto d’arrivo di un confronto tra Freud, il Padre, la Morte e la sua identità ebraica. 
HERR è fatto di parole – le mie – delle immagini di Massimo Achilli e delle musiche originali di Enzo Pietropaoli.  E’ costruito come un giallo e il ‘responsabile’ lo andiamo a cercare dove sta. Nell’inconscio.
Infine, grazie al Consorzio Tutela Vini Orvieto e all’Ordine degli Psicologi dell’Umbria”.
Precederà lo spettacolo l’introduzione su “Orvieto Città del Vino e dell’Arte” con Riccardo Cotarella, Guido Barlozzetti, Mario Morcellini. Al termine dello spettacolo degustazione gratuita al Foyer del Teatro offerta dal Consorzio Tutela Vini di Orvieto.
Alla base delle giornate, c’è l’idea dell’Associazione ApertaMenteOrvieto, sposata da altre realtà cittadine, di riappropriarsi di una pagina di storia locale. E valorizzare Orvieto nella sua funzione di crogiolo di grandi menti del passato. Ad Orvieto Freud non solo aveva compiuto una serie di soggiorni ma è proprio da questa Rupe che iniziò i suoi studi su “Il caso Signorelli” che rappresentò per lui una fondamentale occasione di auto-analisi, connessa al meccanismo della dimenticanza. Di qui, la volontà di proporre questo approfondimento come segno, ulteriore, di accoglienza.
Gli eventi dedicati a Fredu anticipano il tradizionale appuntamento del Festival del Dialogo promosso dall’Associazione ApertaMenteOrvieto, incentrato quest’anno sul tema “Mediterraneo, mare che unisce, mare che divide” in calendario il prossimo ottobre.

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