Pasqua con il pienone, ma i dati sono veramente positivi? Rimane la domanda, quale progetto per la città?

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Sono settimane cruciali per il prossimo futuro della città.  Il lungo ponte pasquale si è chiuso con un numero di presenze in forte aumento e con la grande soddisfazione dell’amministrazione, ma passata la festa è arrivata la “doccia gelata” del quasi definitivo addio della manifestazione I Gelati d’Italia con tanto di colpevole ben evidenziato. Ne frattempo c’è la voce in giro che anche UJW è a rischio con il patron Carlo Pagnotta che sta rientrando negli USA per incontrare il sindaco probabilmente già lunedì 9 aprile.  Proprio per tutti questi motivi non si riesce a capire ben il trionfalismo di questi giorni da parte dell’amministrazione.  Analizziamo bene le dichiarazioni e i dati. 

Si parla di un calendario eventi 2018, sì quasi a metà aprile, e ancora non si hanno certezze sull’anno in corso con esclusione di Maratona dell’olio e festa della birra artigianale, Tango Festival e qualche altra cosa.

Domanda: Ma come può programmare un tour operator?

Si snocciolano cifre con aumento addirittura a tre cifre percentuali, ottimo, peccato che l’anno con cui vengono raffrontati i dati sia il 2017, quello che ha registrato la peggiore performance assoluta influenzato drammaticamente da tutta la fase post-sisma.  Raffrontando gli stessi dati con il 2016, anno eccezionale fino a quel maledetto e tragico 24 agosto e poi 30 ottobre, la realtà è ben diversa.  Nel 2016, infatti, il dato complessivo degli arrivi a febbraio è stato di 4643 di poco più alto di quello relativo al 2018 che ha toccato quota 4192. Sulle presenze la forbice è ben più alta perché se nel 2018 abbiamo avuto 7378 ospiti nel 2016 sempre a febbraio eravamo a 8586 con un incremento sull’anno precedente del 31.65%. Si parla di boom dell’extra-alberghiero, ma molto probabilmente il dato è influenzato dall’emersione di tante strutture che nel 2017, 2016, 2015 sulla carta erano sconosciute. Lo stesso sindaco durante il confronto con i commercianti ha parlato di circa 150 “nuove” strutture emerse tra fine 2017 e inizio 2018. Andando a vedere il dato complessivo delle presenze si evince che raffrontando i dati non con il 2017 ma con il 2016, il saldo è negativo del 14.07% nonostante un leggero aumento degli stranieri, controbilanciato da un calo degli italiani, che da 6268 del 2016 sono passati a 4590 con una variazione negativa del 26.77%.

RAFFRONTO PRESENZE MOVIMENTO RICETTIVO 2011 2017

Permangono le certezze che Orvieto ha tanto appeal, che la città era strapiena, che il Pozzo di San Patrizio e il Duomo avevano lunghe file per l’ingresso, che i turisti sono tornati. Bisognerebbe analizzare bene i flussi per capire quali e quanti hanno dormito, in quali strutture, come hanno prenotato, quali fasce di reddito avevano.

Insomma è giusto essere soddisfatti per le presenze ma senza andare oltre perché c’è tanto da fare per far crescere il turismo nella città e soprattutto torniamo alla domanda che tutti stanno hanno posto e ancora pongono: quale progetto per la città?

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