Dura denuncia di CittadinanzAttiva-TDM, l’odissea di un cittadino-malato

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera-denuncia da parte di CittadinanzAttiva-Tribunale del Malato su un caso che appare piuttosto grave.  Naturalmente OrvietoLife è sempre disponibile ad ospitare l’eventuale replica della ASL

 

Rendiamo nota la segnalazione di un utente che ha ricevuto in questi giorni la richiesta per il pagamento di esami effettuati in preospedalizzazione, preliminari ad un intervento chirurgico presso la U.O. Di Chirurgia Urologica dell’Ospedale S. Maria della Stella di Orvieto.

Racconta il sig. C.G. che a seguito di un forte sanguinamento rilevato nelle urine, si recava nel gennaio 2017  presso il pronto soccorso del nosocomio, ma non avendo riscontrato subito il problema di cui era affetto venina rinviato a casa, nel pomeriggio dello stesso giorno, per dolori e sanguinamento intenso, ritornava al P.S. dove le veniva praticata una flebo che ha determinato fuoriuscita di abbondanti coaguli, dopo breve osservazione veniva nuovamente rinviato a casa, lo stesso, accusando durante la notte disturbi insopportabili, il giorno successivo, contattando un medico di sua conoscenza è riuscito a farsi visitare dallo specialista, che, inseritole un catetere ha provveduto ad aspirare svariate siringhe di sangue e coaguli, mandato in breve osservazione al P.S. e rinviato a casa con il catetere, (portato per quindici giorni).  Lo specialista proponeva un esame ecografico, ma i tempi di prenotazione erano di mesi, l’utente ha ritenuto, a sue spese, farsi praticare un esame ecografico dal quale non si è evidenziato nulla di particolarmente grave. A maggio convinse il medico curante che, dovendo fare una Tac per pregresso intervento di carcinoma forse era meglio indagare anche l’addome, dall’esame si evidenziò un problema alla vescica e che era necessario verificare con esami specifici, a ottobre trovato un posto (per fortuna) per la visita specialistica, ha effettuato il controllo, presso l’ambulatorio Urologico, dopodiché, fu messo in lista di attesa per eseguire l’intervento.

Invitato alla preospedalizzazione a novembre, in attesa di essere chiamato per l’intervento, vedendo che i tempi erano comunque lunghi, decise di farsi esaminare da uno specialista esterno, il quale, dati i precedenti, gli consigliava di procedere immediatamente ad un intervento appropriato al caso, con urgenza; da qui la necessità di recarsi fuori regione, in un ospedale del Lazio per eseguire il trattamento delle neoformazioni vescicali, il 23 dicembre sottoposto a resezione endoscopica ,ha effettuato per 6 settimane anche sedute per la somministrazione di farmaci chemioterapici appropriati  alla patologia che dovrà ripetere. Il racconto è stato necessario per inquadrare il problema dei tempi di attesa, in questo caso presumiamo,  dipendano dal fatto che in urologia c’è una carenza ormai cronica di personale medico che produce inevitabilmente, lungaggini per gli appuntamenti e visite di controllo, ripercuotendosi sull’efficacia stessa del servizio, ma soprattutto generando nell’utenza una sfiducia verso la struttura ospedaleira. Il paziente sebbene esente Ticket ha ottemperato in questi giorni alla richiesta di rimborso per gli esami sostenuti come previsto da norme della finanziaria, anche se ci sarebbe da osservare che il servizio non è stato del tutto conforme alle sue aspettative. Noi del TDM sosteniamo che, i tempi di attesa cosi lunghi possono determinare gravi conseguenze per la prevenzione di malattie serie, che hanno invece bisogno di essere diagnosticate in fretta, auspicando che i servizi abbiano sempre le dotazioni organiche complete.

 

Odero Montanini-Gianni Pietro Mencarelli

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