Orvieto fotografia, edizione bagnata edizione fortunata. Bene per la kermesse dedicata al mondo degli scatti

Questo articolo è stato letto 551 volte

Bene per la 15esima Orvieto fotografia, kermesse dedicata al mondo degli scatti che, nonostante la pioggia battente del terzo giorno, domenica 11 marzo, ha registrato un buon numero di presenze. Il cartellone, promosso dal Fondo internazionale per la fotografia (Fiof) ha goduto di alcuni speciali diamanti ovvero artisti di livello internazionale che sono stati protagonisti delle lecture a Palazzo del Popolo, nei tre giorni. In particolare, nella lunga lista di nomi e relatori, circa 30 in totale, si sono distinti Abbas Attar e Renèe Jacobs. Il primo, fotogiornalista di origine iraniano, ha raccontato la sua esperienza cinquantennale sui teatri di guerra, incantando la platea con scatti realizzati negli anni Settanta in Iran, Biafra, Bangladesh, Ulster, Vietnam, Cile, Cuba e Medio Oriente. Paesi narrati negli scontri, sociali e politici, con semplicità e voglia di offrire una rappresentazione efficace della realtà con tutta la forza della passione per l’obiettivo che, dovendo lasciare un consiglio ai giovani reporter, gli ha fatto dire “Comprate un buon paio di scarpe e innamoratevi”. Ottimo riscontro nel pubblico anche per Renèe Jacobs, numero uno nel mondo in fatto di nudo artistico femminile, alla ricerca della forma primordiale e dell’essenza di genere. Uno sguardo al corpo condiviso anche dall’orvietano Cristiano Castaldi che già conta nel suo archivio immortalate le performance dei grandi nomi della danza. Per passare a Mattia Zoppellaro e il suo Irish travellers o ad Alex Colghe e la sua fotografia sociale dall’Italia fino al Messico.
Ma la fotografia, nei tre giorni, ha fatto anche da mezzo alla conoscenza di altre dimensioni del vivere: il mondo della disabilità, per esempio, con la commovente esperienza di Roberto Colacioppo e la quotidianità, dalla spensieratezza alle difficolta, dei ragazzi dell’associazione “Acchiappasogni”; il wedding, volendo sfuggire al glamour e all’eccessivo per riscoprire l’essenza della foto come ricordo di un giorno unico con il lavoro di Anna Ambrosi. E, ancora, foto come campo di marketing con Mauro Lupi, foto come luogo del mostro in prima pagina con Maurizio Garofalo e, infine, foto come racconto delle città e della loro architettura in continuo mutare con Alessio Forlano.
La chiusura della manifestazione, infine, è stata affidata al Fiof italy international photography awards (Fiipa). La serata, aperta dalla performance di danza “World to Come” a cura della Grace Dance Studio di San Benedetto del Tronto, ha celebrato i vincitori del prestigioso concorso aperto a professionisti e amatori di ogni nazionalità. Vincitore assoluto dell’edizione 2018 è stato Antonio Gibotta: 29 anni, già secondo al World press photo 2017 nella categoria People con “Enfarinat”, lavoro dedicato alla cosiddetta “Battaglia degli infarinati”, ogni 28 dicembre a Ibi, il giovane reporter originario di Avellino ha portato a casa l’ambizioso riconoscimento nella categoria Professionisti, sezione Gold.

Qui l’intervista di Alessandro Maria Li Donni a Ruggiero Di Benedetto e Roberta Cotigni, rispettavamente presidente nazionale e umbro del Fiof.

 

 

Dentro La Citta – Orvieto Fotografia FIOF 2018 from anthesya comunicazione on Vimeo.

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Popups Powered By : XYZScripts.com