Tutti protestano per la chiusura di piazza del Popolo, #cenefaremounaragione e stop alle auto da fine marzo

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Piazza del Popolo chiude o no? Ma soprattutto quando? Lo scorso novembre il primo cittadino aveva indicato la data del 1° marzo, poi l’assessore Vincenti durante una sua intervista nella trasmissione di orvietolifeTv aveva indicato più genericamente la primavera.  Ora abbiamo una data: la fine di marzo.

Giuseppe Germani ha svelato le carte durante il question time del consiglio comunale che si è svolto il 15 febbraio.  A una precisa domanda della consigliera Roberta Tardani Germani ha infatti ribadito la volontà interna ad un progetto di vivibilità del centro storico di chiudere la piazza, “non facciamo in tempo per la data programmata per alcuni problemi organizzativi ma sicuramente verrà chiusa al transito entro la fine di marzo”.  Quindi i giochi sembrano fatti.  Piazza del Popolo verrà chiusa definitivamente nonostante tutto e tutti.  Non sono bastate le 1500 firme portate proprio al sindaco dalla consigliera Tardani e non sono bastate le interviste che abbiamo condotto la scorsa estate tra gli operatori commerciali non solo della piazza.  Niente, la giunta va avanti nel progetto di chiusura della città senza ascoltare.  Questa volta lo dobbiamo sottolineare perché abbiamo la certezza.  In un momento in cui in altre realtà umbre come Perugia e Todi si cerca di rivitalizzare il centro storico rimodulando le limitazioni al traffico.  In un momento in cui le attività commerciali soffrono come segnalato dai tanti locali in affitto nelle zone centrali.  In un momento in cui proprio su piazza del Popolo due diverse attività hanno chiuso, le altre dichiarano di trovare difficoltà, le nuove sono in realtà trasformazioni di altre già esistenti.  Ecco nonostante tutti questi indicatori si decide di chiudere e rendere a doppio senso la via di collegamento tra ex-tribunale e piazza Vivaria per continuare ad incassare dai parcheggi a pagamento.

Non si pensato di prendere in considerazione l’eventualità di chiudere a fascia oraria solo nel periodo di maggiore afflusso turistico e intanto non si riesce ad avere una vera isola pedonale tra piazza della Repubblica, Torre del Moro, piazza Duomo.  Già, probabilmente si riuscirà ad ottenere una grande piazza desolatamente e spesso vuota, come sperimentato durante i giorni di Umbria Jazz e in pieno solleone, spoglia, e intanto non si riesce a chiudere veramente al traffico veicolare la cosiddetta “vasca” del corso. Lì quotidianamente si assiste allo slalom tra i pedoni di camioncini, fugoni, auto che vanno e vengono anche per consegnare pacchettini da pochi grammi.  Lì dove i turisti si domandano ad alta voce il perché del traffico veicolare non si riesce a dare un senso compiuto, in piazza del Popolo probabilmente ci si riuscirà perché le fioriere saranno un ostacolo certo e fisso.  Ma che ne sarà delle consegne? Che ne sarà della spesa per i residenti? Ma soprattutto qual è il progetto? Che succederà in piazza dal 1° aprile?  La preoccupazione tra gli operatori economici dell’area è palpabile e ne daremo contezza nei prossimi giorni.  Il rischio sarà quello di avere ogni manifestazione, si spera non automobilistica perché se è isola pedonale tale deve essere sempre e per tutti, anche la più piccola lì nell’intenzione di riempire quella che da sempre è punto di incontro per poi andare a passeggio, fare shopping, visitare il centro storico.

La partecipazione nonostante le dichiarazioni e i calendari presentati non è stata reale anche perché sarebbe bastato poco, il recapito di una invito a residenti e operatori commerciali della zona, per organizzare un incontro dove presentare il progetto e ascoltare le istanze e le necessità.  Così non è stato, o almeno non c’è stata la necessaria comunicazione, e averlo anche ammesso in varie occasioni sarebbe bastato per tirare il freno e ricominciare su basi nuove, magari per arrivare alla chiusura ma in maniera partecipata.  Lo ha chiesto anche il segretario del circolo PD del centro storico di attendere tempi migliori, ma niente da fare, si chiude!

Una notazione a parte anche per gli operatori commerciali che oltre alle dichiarazioni non erano presenti in consiglio poco dopo le nove del mattino per assistere e dimostrare il loro interesse per la materia in discussione.  Non c’era nessuno ad ascoltare allora, forse ha ragione il sindaco a persistere e per le proteste e le firme anche in questo caso sembra valere come per le manifestazioni che lasciano Orvieto #cenefaremounaragione!

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