La tragicomica gestione del Palacongressi di Orvieto

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Oggi vi vogliamo raccontare una storia riguardante il Palazzo dei Congressi di Orvieto.  E’ una storia indicativa di come a Orvieto ancora non si è compreso dove si vuole andare a parare.  Il soggetto protagonista è la EffegiViaggi a cui hanno affidato il mandato per l’organizzazione di due importanti convegni proprio al Palazzo dei Congressi di piazza del Popolo.  Andiamo con ordine.  Lo scorso 27 luglio presentano domanda di patrocinio per un convegno importante al Comune di Orvieto.  Solo pochi giorni fa, quindi a distanza di molti mesi, arriva una risposta all’Ente organizzatore, non a Effegi, in cui si specifica che la Commissione Pubblico Spettacolo richiede la presenza dei Vigili del Fuoco per ogni evento organizzato all’interno del Palazzo dei Congressi e le spese relative a questo obbligo sono a carico dell’organizzatore. Effegi quindi, nell’impossibilità di valutare eventuali alternative, a così breve distanza dall’inizio dell’evento, deve correre ai ripari per un cifra di euro 78 l’ora da versare ai Vigili del Fuoco.  In tutto circa mille euro di spese in più non preventivate perché nessuno ha mai evidenziato tale esigenza.  Secondo quanto riferiscono da Effegi il Comune ha sempre assicurato il rispetto di ogni normativa di sicurezza sul Palazzo del Capitano del Popolo.  In realtà l’unica risposta ufficiale dice l’esatto contrario e cioè che sì, il Palazzo è aperto ma sicurezza e sorveglianza sono a completo carico di chi vuole la sala o le sale del Palazzo stesso.

Non è finita qui.  Il secondo capitolo è ancora più drammatico, se vogliamo, per la città.  Da vent’anni si svolge in città il congresso nazionale della Società Nazionale di Salvamento, un appuntamento di grande rilievo che sposta circa 400/500 persone per tre giorni in un mese non sempre favorevole come marzo.  Anche qui arriva la doccia fredda.  Sempre secondo quanto ci hanno riferito alla Effegi,  la concomitanza con la festività di San Giuseppe in Sala Expo osta all’occupazione della “sala dei 400”.  In pratica due sale dello stesso palazzo non possono essere occupate sempre per motivi di sicurezza.  Alla fine sembra che si sia giunti al compromesso solito, la sala dei 400 si può occupare ma con tutte le spese di vigilanza a carico del committente, circa 1.600 euro per due giorni. 

Cosa ci insegnano queste due storie parallele?  Primo punto che non vi è immediatezza nelle risposte della pubblica amministrazione cittadina così da permettere una giusta programmazione e promozione di un evento.  Secondo punto che chi vuole venire ad Orvieto per un convegno si deve pagare l’ovvio affitto della struttura (in assenza di patrocinio gratuito), le pulizie, il tecnico obbligatorio, i parcheggi e ad ogni partecipante si deve anche richiedere l’imposta di soggiorno.

Ci permettiamo di rivolgere alcune domande, a questo punto, perché vogliamo realmente capire quali siano le linee di sviluppo della città, del centro storico e del tanto sbandierato “turismo congressuale”

  1. Quali sono precisamente le prescrizioni per l’utilizzo del Palazzo del Capitano del Popolo
  2. Quale costo hanno le singole sale e se sono previste promozioni per l’affitto in blocco
  3. Cosa prevede il patrocinio del Comune, in pratica quali vantaggi si hanno e quali prescrizioni per ottenerlo
  4. Perché non siano previste tariffe agevolate per l’ imposta di soggiorno a valere sui congressi nazionali e, ad esempio, a seconda dei periodi dell’anno in cui vengono organizzati
  5. Ultima ma non per importanza, quali strategie di sviluppo del turismo congressuale sono state pensate per la città

Le due storie ci fanno intendere che ci sia un rischio reale e cioè che il Palazzo dei Congressi rischi di restare definitivamente inutilizzato  e non per il suo scarso appeal ma per evidenti carenze sia nell’organizzazione generale della sua gestione e manutenzione che per le recenti prescrizioni in materia di sicurezza e vigilanza che rendono il costo di affitto estremamente oneroso e scarsamente concorrenziale rispetto a strutture a noi anche vicine territorialmente.

Da ciò ne conseguirebbe un danno incalcolabile per tutte le strutture ricettive, alberghiere e di ristorazione e per tutto l’indotto che ruota attorno al mondo del turismo.  

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One Comment

  • gianni Mencarelli

    Proposta: perche non farci la casa della salute? (battutaccia!)
    Commento: ogni azienda cche si rispetti, ormai ha personale interno addetto alla sicurezza e si potrebbe utilizzare al posto del vigili del fuoco, se in possesso dei requisiti e abilitazioni per la prevenzione e lotta ai principi di incendio.

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