Novità 2018, biglietteria della stazione chiusa nel week-end. C’è solo il self service e se non funziona?

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E’ l’ultimo week-end delle feste e Orvieto è di nuovo piena di turisti.  Bella! Hanno lavorato un po’ tutti e per le strade c’è tanta gente, si sentono tante lingue, si respira turismo.  Tutto bene? Sì, il bilancio lo faremo prossimamente, ma un neo lo abbiamo trovato e non è da poco.  Orvieto città turistica, città di pendolari si ritrova da inizio anno con una biglietteria della stazione a mezzo servizio.  Il nuovo orario parla chiaro: sabato e domenica si chiude.  Neanche un orario ridotto!  Nella sala della stazione c’è però una bella biglietteria automatica. Piccolo problema, il 6 e 7 gennaio è rimasta lì solo per informazioni, niente biglietti!

Questa volta non è colpa del Comune, bisogna dirlo, ma il disservizio non è di poco conto.  In sala d’attesa alcuni turisti italiani si sono armati di smartphone nel tentativo di acquistare l’agognato biglietto. E gli stranieri? Nessun problema c’è il numero dedicato a pagamento. Sì a pagamento e che non funziona con tutti i contratti sia italiani che stranieri.  E allora? Lo sportello è chiuso, la biglietteria automatica non funziona, come si può acquistare il “titolo di viaggio”? Semplicemente non si può, quindi si sale sul treno e lì sarà il buon cuore del controllore a decidere.

La scelta di Trenitalia di chiudere la biglietteria il fine settimana non è di poco conto.  E’ vero lo stesso è avvenuto a Castiglion del Lago e Camucia ma Orvieto ha dimensioni diverse.  E’ altresì vero che molti pendolari oggi utilizzano l’acquisto on-line ma questo non basta a giustificare la scelta che ha il sapore del declassamento.  Non solo, la soluzione della biglietteria automatica e della vendita dei biglietti regionali nei negozi convenzionati non supera il problema, ad esempio, dell’abbonato che vuole prendere un InterCity.  Il supplemento non è acquistabile, almeno non lo era fino al 31 dicembre scorso, singolarmente cioè senza essere accoppiato al biglietto vero e proprio.  E allora come dovrebbe fare il pendolare del week-end che improvvisamente decidesse di cambiare servizio? Anche in questo caso si dovrà affidare al buon cuore del controllore di turno?  Ma soprattutto come faranno gli stranieri e coloro che non hanno accesso e confidenza con le nuove tecnologie e la necessità di prendere il treno? O programmano con anticipo oppure dovranno salire sul treno senza titolo a loro rischio e pericolo, violando le regole. 

Tutto questo cambiamento è arrivato in silenzio, con un piccolo avviso affisso direttamente sul vetro della biglietteria, senza altre spiegazioni se non il rimando al numero telefonico a pagamento, nulla più.  E’ un nuovo declassamento? E’ una scelta legata al taglio dei costi? Si è pensato ad un potenziamento dei servizi self-service? Sono stati informati per tempo gli amministratori del Comune di Orvieto? Poche e semplici domande a cui attendiamo risposte dai diretti interessati.

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