Capodanno, un bel risultato con qualche neo. Buon 2018!

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E’ arrivato il primo giorno dell’anno dopo una lunga notte di festa, confusione, bella musica e lavoro.  Innanzitutto iniziamo con gli auguri e un grazie per chi tra il 31 dicembre e oggi ha lavorato, forze dell’ordine, medici e personale ospedaliero, volontari Prociv, camerieri, ristoratori, bar, albergatori, staff di UJW e…tutti quelli che inevitabilmente si dimenticano quando si prova a compilare un elenco.  Auguri a chi è malato, agli ultimi, a chi non ha festeggiato il 31 perché il futuro sia migliore.

Terminata la doverosa premessa ecco un piccolo racconto della notte.  Quest’anno, bisognerà attendere i dati ufficiali, UJW è tornata a essere la manifestazione importante del recente passato.  Posti per dormire in città non si trovavano da tempo e i principali appuntamenti organizzati per il veglione di fine d’anno erano quasi tutti sold out.  Un successo, sicuramente.  Ha funzionato a dovere la macchina della prevenzione e la città si è presentata all’appuntamento piena di buona intenzioni.  Due nei, però, non si possono tralasciare, la mancanza di eventi pubblici gratuiti e il panorama notturno in particolare dei tanti giovani “vaganti”, questo è il termine esatto per vie e vicoli del centro.

Molti proprio a ridosso del 31 chiedevano della presenza di eventi in piazza ma nulla, silenzio assoluto! Ma perché? E’ da anni che si discute sulla possibilità di organizzare eventi in piazza, liberi, per tutti, soprattutto per chi non può affrontare i cosi dei cenoni e delle feste di UJW.  Non è una critica a chi legittimamente investe, ci mancherebbe, ma all’assenza di eventi alternativi.  In realtà anche alcuni fruitori di UJW “con figli al seguito” avrebbero gradito una manifestazione pubblica in piazza.  Piuttosto che vedere una piazza del Popolo desolatamente buia e quasi deserta, un po’ di musica non avrebbe guastato.

Capitolo giovani. In realtà una festa organizzata c’era ad Orvieto:  Con 20 euro di prevendita si poteva accedere nel salone di una struttura alberghiera del centro storico. L’organizzazione dell’evento non è riferibile in alcun modo alla struttura alberghiera ma ad un soggetto terzo.  E’ ormai qualche anno che succede e sempre con buon successo.  Quest’anno qualcosa è andata storia.  Troppa ressa, spazi angusti, sala non adatto ad ospitare un tale numero di persone forse, cercheremo di capire. Sono dovute intervenire le forze dell’ordine per ristabilire la normalità.  Ragazzi delusi per la lunga fila e il mancato divertimento.  Da notare, però, che ad avvicinarsi spesso erano giovani con in mano latte di birra, i fusti, bottiglie appena nascoste pronti per lo sballo a basso costo.

Dopo la mezzanotte le strade sono diventate più sporche, risparmiamo la descrizione per i più deboli di stomaco, soprattutto quelle laterali, anche più difficili da pulire. Che tristezza! E’ triste vedere tanti giovani con gli occhi abbacinati, lucidi e lo sguardo perso senza alcun segno di divertimento vero.  Piccoli accenni di liti per l’alto tasso alcolico, ma niente di grave, e tanti inginocchiati, seduti, sdraiati.  Non è questione di decoro ma di attenzione per una generazione fragile che domani sarà, sicuramente, classe dirigente. Soprattutto una domanda, ma al ritorno a casa? Sì perché non lo neghiamo anche noi esageravamo con il bere, non così tanto onestamente, ma sempre con un occhio attento al ritorno a casa.  Solo al pensiero si tornava sobri o quasi.  Oggi sembra non esserci alcun timore del ritorno a casa.  Perché? La segnalazione di un genitore, questo è da sottolineare, ha fatto scattare l’intervento di Carabinieri e Polizia Locale e tanti altri sono accorsi in brevissimo tempo per riprendere i loro figli.

Sui botti, poi, nessuna polemica, è una tradizione del capodanno, perché vietarli? Durano un tempo limitato e la paura degli animali può essere gestita. Chi scrive in casa ha una cane e un gatto che non hanno dato alcun segno di nervosismo, continuando a sonnecchiare al caldo e con tanta gente intorno. E’ invece importante la prevenzione, il controllo e la repressione, se necessaria.  I fuochi d’artificio di fronte al Duomo sono stati bellissimi, magari la location meno per le fragilità della facciata, bellissima, magnifica ma tanto delicata.  C’erano tante altre piazze disponibili, forse più adeguate e sicure e libere.

Sicurezza: tutto è andato bene ma a una domanda vorremmo una risposta; come mai in un momento storico di così grande attenzione c’è stata poca accortezza per alcoolici, bottiglie, bicchieri, botti proibiti e, forse, per la festa dedicata ai ragazzi? Seconda, ma dopo le recenti polemiche sulla recita negata per motivi di capienza perché nessun controllo preventivo per il veglione?

Comunque tutto è andato bene.  I ragazzi, molti i delusi, sono tornati a casa magari accompagnati dai genitori, UJW ha registrato il sold out, il tempo è stato clemente, anzi quasi tiepido, salvo qualche eccezione pronto soccorso e punto di intervento al Duomo della Prociv non hanno registrato momenti di super-lavoro, la città è tornata a essere frequentata dai turisti per il 31.  Per il prossimo anno ci si ricordi per tempo di organizzare eventi in piazza o in spazi adeguati a prezzi popolari o gratuiti per i giovani, sull’esempio della festa dello studente, con qualche correzione.  Buon 2018!

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