Il 31 dicembre chiude il negozio InCoop di Sferracavallo. La protesta di una intera comunità

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Alle ore 13 di domenica 31 dicembre prossima, il negozio InCoop di Sferracavallo abbasserà le saracinesche per non rialzarle più. E’ questo almeno per il momento ciò che prevede il piano di riassetto commerciale che Unicoop Tirreno, marchio a cui fa riferimento il negozio di Via Tevere 29, ha deciso di imporre al punto vendita di Sferracavallo.

Una chiusura, comunicata ai soci attraverso messaggio al loro portavoce orvietano intorno al 15 dicembre: “mi hanno comunicato la chiusura del punto vendita – afferma Angelo Antonini, responsabile dei soci di Orvieto – circa due settimane fa. Ci siamo subito attivati per chiedere un incontro con i vertici di Unicoop Tirreno, per capire, per valutare altre possibilità, per chiedere una assemblea soci, ma nessuno ci ha risposto.”

E nessuno ha risposto nemmeno al sindaco Giuseppe Germani che, prontamente messo al corrente della chiusura del punto vendita, si è subito preoccupato di contattare Unicoop e proporre un paio di altri locali dove spostare il punto vendita. Ma niente, a Piombino, sede centrale di Unicoop, che nella provincia di Terni ha punti vendita anche a Allerona, Amelia, Fabro, Giove, nessuno pare sentire ragioni. Nessuno pare sentire le ragioni del sindaco, nessuno pare sentire le ragioni dei soci – il punto vendita di Orvieto conta 750 soci di cui 50 anche prestatori – nessuno vuole sentire ragioni nemmeno dalla gestione attuale che, a quanto si apprende, avrebbe contribuito al rilancio del negozio dopo qualche anno di bilanci non proprio positivi e nessuno, soprattutto, pare sentire le ragioni di una intera comunità, quella di Sferracavallo appunto, che non vuole vedere chiudere uno dei negozi storici del proprio tessuto urbano.

“Faccio spesa in questo negozio da circa 40 anni – racconta una anziana abitante della frazione ai piedi della rupe di Orvieto – se lo chiudono dove vado a fare la spesa io che non guido e non posso spostarmi?” E ancora “faccio la spesa qui tutte le mattine da quando abito a Sferracavallo, non possono chiudere, dove andiamo a fare la spesa?” Il problema è innegabilmente tutto sociale: è chiaro a tutti che quando un grande gruppo è in crisi – nel 2017 Unicoop ha tagliato vari punti vendita e è tuttora soggetta a agitazioni sindacali senza sosta – i negozi diventano semplici numeri, a nessuno importa più se dietro a quei numeri ci sono persone anziane che hanno fatto di quel luogo un posto importante, un pezzo della vita quotidiana, un momento di incontro, tra una spesa e una chiacchiera, per poi tornare a casa.

Il punto vendita InCoop si trova al centro di Sferracavallo, facilmente raggiungibile a piedi da ogni parte della frazione, dotato di piccolo parcheggio anche per chi lo raggiunge in auto, ma più di ogni cosa è il centro spesa in cui maggiormente si concentra la popolazione più anziana, un negozio insomma di quelli “sotto casa”, dove tutti si conoscono e fare spesa non è solo una necessità ma anche una piacevole abitudine quotidiana. Per tutte queste ragioni la popolazione di Sferracavallo non ci sta a veder chiudere il negozio InCoop. “Ci sono molte azioni che si possono mettere in campo – spiega Antonini – magari una proroga, una intenzione di vendere il negozio ad altro marchio, o a privati, insomma tutto fuorché chiudere”. Nemmeno il sindaco Germani si è dato per vinto: “sto lavorando all’ipotesi di acquisizione del negozio da parte di altri marchi – ha spiegato”.

E al fianco della popolazione di Sferracavallo che il 31 dicembre alle 13 ha programmato una manifestazione davanti al punto vendita, c’è anche il parroco Don Danilo Innocenzi che nei giorni scorsi ha fatto pervenire una sua lettera di solidarietà (vedi sotto) subito affissa alle vetrine del negozio: “Ho deciso di scrivere questa lettera – scrive Don Innocenzi – per esprimere tutta la mia vicinanza a quanti contribuiscono a fare della nostra Coop un punto di aggregazione e di avvicinamento, e non solo di commercio”. Da Unicoop invece, almeno per il momento, silenzio assoluto, nessuna risposta ai soci che hanno chiesto una assemblea proprio in quanto soci, nessuna risposta alle istituzioni cittadine che hanno provato a trovare soluzioni alternative alla chiusura, mentre appare certo il ricollocamento dei tre dipendenti in altra sede.

In definitiva è più che certo che a Sferracavallo nessuno vuole perdere questo negozio, questo pezzo di storia della frazione, questo punto così importante per i cittadini, specie per i più anziani, ma come scongiurare questa perdita per la comunità? La risposta può darla solo Unicoop. Si ma quando?

 

 

 

 

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