Il 2020 si avvicina ma c’è totale silenzio, chi ha paura di Gianni Rodari?

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Lo scorso mese di giugno ci siamo occupati del Centro Studi Gianni Rodari di Orvieto, un gioiello unico ma lasciato nel dimenticatoio da una politica questa volta molto colpevole.  Il 2020 sarà un anno fondamentale per la figura di Rodari con tre anniversari nello stesso anno e ancora poco si sa delle manifestazioni in programma.  A dirla tutta non si sa nulla se non un impegno che lo stesso sindaco-presidente del Centro, ha preso nei mesi scorsi.  Nel frattempo la situazione all’interno del Centro è sempre quella che vi abbiamo mostrato a giugno, abbandono, scarsa pulizia, archivio lasciato senza una catalogazione seria e puntuale.  Eppure Gianni Rodari, autore tradotto in tutto il mondo, scelse proprio Orvieto come punto unico di raccolta delle opere, dei manoscritti, delle tesi ad egli dedicate, dei libri tradotti.  Il 2020 è il centenario dell’autore, ma nulla si muove.  Qui non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di realizzare feste e giochi, ma eventi culturali unici, giornate di studio di rilevanza mondiale, percorsi didattici ad hoc a partire dalle scuole orvietane, insomma di realizzare una marcia di avvicinamento al fatidico 2020 per poi celebrare l’autore in maniera degna.

Il Comune ha un debito nei confronti del centro e gli stessi consigli di amministrazione non vengono convocati da tempo, così come ha sottolineato la consigliera Lucia Vergaglia.  Come avrebbe detto il buon Antonio Lubrano, a questo punto la domanda sorge spontanea, “ma chi ha paura di Gianni Rodari?”  Noi siamo sempre pronti ad ospitare le risposte del sindaco e presidente del Centro, dell’assessore alla cultura, Alessandra Cannistrà e di chiunque abbia voglia e impegnarsi per far rivivere il centro e preparare il 2020, “anno rodariano”.

Vi lasciamo con una poesia intitolata “LA COMETA”

Sono la Cometa
di Natale.
Ardo nel firmamento;
illumino i presepi;
riposo sulle punte degli abeti;
prometto pace alla terra
e doni ai bimbi buoni.

Ma voi mi fate certe confusioni!
Perchè, con tutta la vostra scienza,
non avete ancora scoperto
che di bimbi cattivi non ce n’è?

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