Il nuovo j’accuse del PCi sulla sanità, “troppe promesse e pochi fatti mente le liste d’attesa continuano ad essere realtà”

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Un disagio sociale quello della sanità orvietana…. un sindaco illusionista e una regione dal mantello nero giocano a fare magie con Orvieto come non mai. Denunce continue di orvietani su liste d’attesa e disservizi sminuite nel consiglio comunale con un “il problema delle liste d’attesa riguarda solo dieci/quindici orvietani ” (Sindaco) e la sanità orvietana è negli standard umbri (Assessore Regionale), lasciano spazio solo al diniego verso l’amministrazione locale e regionale.  Per una colonscopia marzo 2019, per una visita oculistica bisogna attendere agosto 2018, la mobilità passiva degli orvietani costretti ad andare in altri ospedali umbri o fuori regione è ancora un fiume in piena, e le liste d’attesa una piaga colma solo di tante promesse.

Primari ancora non nominati, Utic e Stroke unit ancora non decollate, SOPI ancora a singhiozzo, pronto soccorso in affanno per mancanza di medici come del resto terapia intensiva e cardiologia. Dalle liste d’attesa è giunta l’ennesima nuova rimostranza di un cittadino che conferma ciò che da mesi diciamo. Ultima notizia apparsa sulla stampa quella della probabile chiusura del laboratorio analisi. Una notizia, questa,  se fosse vera, omessa agli orvietani nell’ultimo consiglio comunale sia dalla direzione generale che dal sindaco e assessorato alla sanità regionale. Tra le mille parole dette non abbiamo avuto notizie sull’apertura degli ulteriori due posti letto in terapia intensiva acquistati ma mai aperti. La possibilità di poter chiedere il parto indolore, se non si integrano i medici anestesisti, non può diventare realtà, invitando di fatto molte future mamme ad andare dove invece tale metodologia è realtà da tempo.

Siamo delusi da un atteggiamento superficiale e ipocrita della politica e di come si sta trattando questo territorio oramai costretto dal punto di vista sanitario al lumicino. Non possiamo credere che l’unico ospedale che riesce ad attrarre anche da fuori regione venga lasciato tra gli ultimi in Umbria nonostante la sua posizione veramente strategica.

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