Femminicidio, una piaga che non riusciamo a rimarginare

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Il 25 novembre è una data scelta per la Giornata  Internazionale contro la violenza sulle donne perché in quella data e nell’anno 1960 , ai tempi del dittatore Trujillo,  furono brutalmente torturate e assassinate tre sorelle dominicane.

Negli ultimi dieci anni il nostro Paese ha assistito ad una vera e propria mattanza delle donne se si tiene conto che ogni due giorni avviene un femminicidio e se si tiene conto che sono quasi sette milioni le donne italiane che nel corso della loro vita hanno subito violenza fisica o sessuale.

In questo ultimo anno sono sensibilmente diminuiti i casi di femminicidio anche se gli stessi sono aumentati in ambito domestico, con il conseguente  aumento dei bambini minori   che vi assistono terrorizzati. Spettatori inconsapevoli di una violenza comportamentale assurda ed inaudita, accompagnata da urla e botte  che, forse un domani, verranno  recepite e utilizzate come unica via di uscita dai dissidi, dai dissapori e dai litigi.

Il fenomeno ha preso una piega ancora più macabra se si pensa alle minori coinvolte quest’anno e assassinate per mano di compagni e/o uomini di cui si fidavano: la giovanissima Noemi uccisa dal fidanzatino che ne ha occultato il cadavere e la piccola Nicolina trucidata mentre andava a  scuola per ripicca  e ritorsione  da parte del nuovo compagno della mamma. Accendere il televisore oggi e selezionare un canale notizie è un gesto  di grande coraggio.

Le leggi ci sono, i Centri Antiviolenza, le strutture Rifugio, i Telefoni per il pronto intervento pure ma è ancora moltissimo il sommerso che non riesce a venire fuori denunciandone angherie e soprusi, del resto anche quando queste sono evidenti e accompagnate da querele e diffide non sempre riescono ad impedire la morte della  vittima,  di una donna appunto.

Sembra così di vivere in una sorta di impotenza frustrante che accompagna il quotidiano di ognuna di noi e il quotidiano delle nostre figlie.

Possiamo ancora sperare anzi dobbiamo sperare e lavorare per una rivoluzione culturale in questo senso coinvolgendo in modo spasmodico e senza sosta i giovanissimi partendo dalla Istituzione SCUOLA: è questo il luogo dove si formano e si plasmano,  prendendo corpo, concetti come il rispetto  e la tolleranza.

In questo senso la Tema, Associazione che gestisce il Teatro Mancinelli di Orvieto, da ormai due anni ha consolidato un format dedicato alle scuole dove al suo interno, attraverso la rappresentazione teatrale, coinvolge i giovani studenti, in collaborazione con i docenti e i dirigenti scolastici, in alcune mattine di riflessione tra cui proprio quella dedicata alla GIONATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE. In questa stagione teatrale non si è riusciti a far coincidere lo spettacolo con la data  commemorativa fissata nel  25 novembre, nella convinzione però che qualsiasi giornata possa rappresentare un momento di riflessione su questo argomento e  pertanto, nel calendario della stagione teatrale per le Scuole, la data sarà quella del 23 marzo p.v. con la rappresentazione “Ferite a Morte” di Serena Dandini con Lella Costa, che verrà offerto gratuitamente agli studenti  e  al mattino e che è già sold out.

La promozione della cultura della non violenza e del rispetto delle differenze di genere rappresenta e rappresenterà  il seme che, auspico, riuscirà  a crescere rigoglioso  nelle coscienze dei nostri ragazzi e nei comportamenti e atteggiamenti degli uomini di domani.

No alla violenza contro le donne. No a nessuna violenza contro le donne, sia essa verbale  che fisica.

“.. se un sogno finisce ce ne sarà sempre un altro…” le parole strazianti di una mamma la cui figlia, Sara, fu rincorsa con la macchina,  speronata  e bruciata viva mentre faceva rientro a casa dal suo ex fidanzato.

One Comment

  • Padula Maria grazia

    Uniamoci affinché tutto ciò finisca e non si subisca più nessuna violenza sia fisica che verbale!!!! il mio pensiero, ora, va a tutte le donne brutalmente uccise, violentate e seviziate!

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