Gnagnarini sì o no? Ma la questione è più ampia

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La crisi della maggioranza è servita.  Il Palazzo del Capitano del Popolo è fermo lì perché il progetto di affidamento è stato bocciato.  Nelle stesse ore è esplosa la questione Gnagnarini con Orvieto sbattuta in prima pagina, ancora una volta per motivi negativi.  E poi c’è il congresso comunale del PD che certo non facilita l’uscita da questo momento delicatissimo.  Nel mezzo c’è una maggioranza che dopo tre anni di risanamento di bilancio e uscita dal pre-dissesto con grandi sacrifici per i cittadini tutti sembra aver esaurito la propria spinta propulsiva e aver reciso il rapporto con la città e gli operatori economici locali, almeno in gran parte.  Le ultime mosse in materia di viabilità e progettualità sono lì a dimostrare quanto questa divisione sia chiara.  Non è una questione di colore politico, sia chiaro, ma di leggere la città.  Petizioni, servizi giornalistici, domande e risposte, e dall’altra parte una forte rigidità su tali temi fanno capire questo.  Ma ora l’attenzione si sposta sul prossimo futuro della giunta Germani.  Che succederà?  Gnagnarini tornerà ad essere assessore al bilancio?  Comunque vada si rischia il corto circuito politico.  La prima ipotesi sul campo è la conferma dell’assessore che significherebbe lo strappo definitivo da parte del sindaco con gran parte della maggioranza consiliare, parte del PD e SI in particolare.  La guerra sarebbe senza quartiere e la sopravvivenza stessa della maggioranza a forte rischio.  La seconda ipotesi è quella più probabile e però più complessa. Partiamo dall’accettazione delle dimissioni di Massimo Gnagnarini, da qui si possono prevedere due scenari.  Il primo potrebbe essere della sostituzione dell’assessore con un altro proveniente o gradito alla lista civica “Per Andare Avanti”.  Il secondo scenario potrebbe essere un più ampio rimaneggiamento della giunta perché i malumori sempre del PD riguardano anche altre deleghe e più in generale la rappresentanza del partito in seno alla giunta.

Nel primo caso in pole potrebbe anche esserci Roberta Cotigni che già attualmente rappresenta spesso il Comune in manifestazioni di pubblico interesse, ma sicuramente questa scelta andrebbe ad aprire scenari difficili.  Cotigni dovrebbe dimettersi facendo entrare in consiglio la prima delle non elette, un’altra donna, Antonella Frate, e si andrebbe a una redistribuzione delle deleghe.  Ecco che arriviamo al secondo scenario: il rimpasto.

Qui iniziano i malumori.  Prima domanda, come redistribuire le deleghe?  Seconda domanda, chi entra e chi esce?  Il PD da tempo chiede un maggior peso all’interno della giunta, gli altri partiti hanno sempre risposto picche perché, manuale Cencelli alla mano, il primo partito della coalizione esprime sindaco e vice-sindaco e presidente del consiglio comunale. E s’innesca anche il periodo congressuale del PD con l’area del partito che non ha mai digerito la candidatura Germani che potrebbe uscire vincente nella partita.  Il segretario uscente è da tempo uno dei papabili come anche il capogruppo Andrea Taddei. Anche qui bisogna andarsi a vedere le liste del 2014 e ci si accorgerebbe che primo dei non eletti è Adriana Bugnini, non troppo amata dall’establishment democratico.  Una via d’uscita potrebbe essere quella di allargare il maquillage alle partecipate e controllate anche se TeMa è stata appena rinnovata e il Centro Studi sta tornando ad essere protagonista della vita culturale della città. Ci sono poi i paletti del sindaco che ha sempre dichiarato di non voler cambiare la sua squadra e che vuole portare avanti il suo programma con il quale ha vinto le elezioni. 

E’ una matassa piuttosto intricata dalla quale uscire sarà complicatissimo e con il rischio, per il sindaco, di ritrovarsi indebolito e messo sotto tutela dal partito, dal suo stesso partito.  Il week-end porterà consiglio, probabilmente ma la città non può permettersi di attendere troppo stretta in una crisi profonda e alla vigilia di scelte importanti e dirimenti per disegnare il proprio futuro.  L’unica speranza è che la maggioranza faccia presto avendo come stella polare la città e i suoi cittadini, lasciando da parte interessi e antipatie personali.

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