Gnagnarini, “caro Barbabella ti rispondo che la politica non è assente, oggi”

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Raccolgo volentieri la sollecitazione di Franco Raimondo Barbabella per una più puntuale definizione della visione che questa amministrazione può offrire sulla attualità e sul futuro della nostra città.  L’analisi non può che partire dall’andamento oggettivo di alcuni indicatori generali che, peraltro, smentiscono una certa rappresentazione mediatica di un quadro economico cittadino depresso ancorché aggravato dalla mancanza di politiche comunali men che attive.

In effetti, invece, nell’ultimo triennio il saldo delle attività produttive risulta positivo con un numero di attività aperte superiore a quello delle chiusure mentre i flussi turistici sono aumentati mediamente del 15% e ben oltre considerando le centinaia di appartamenti del centro storico trasformati in case vacanza. E’ possibile oggi stimare in oltre 50 milioni di euro il PIL locale generato dal turismo e ridistribuito verso le nostre imprese dell’accoglienza, della ristorazione e del commercio.  A partire dalla paventata chiusura della Libreria, simbolicamente assunta anche da Barbabella come “evidenza” del fallimento politico di questa amministrazione comunale (sic!),  si chiede quali politiche di selezione della tipologia di turismo, quali della cultura in una città piuttosto sporca e disordinata ? In altre parole dove sta la politica ?

Carissimo Franco Raimondo i dati positivi che ho sopra riepilogati sono certamente il frutto residuale di quel “Progetto Orvieto” di cui puoi considerarti a ragione un papà. Un progetto calpestato, stravolto e dimenticato dalla politica locale per tanti anni, ma che racchiude ancora vivissimi i fondamentali ai quali questa attuale amministrazione cerca di ispirarsi nelle sue, forse, insufficienti o apparentemente non comprese azioni di governo.  Il rilancio del sistema di mobilità alternativa, la valorizzazzione delle Piazze, le limitazioni al traffico veicolare, le condizioni per l’insediamento di nuove strutture ricettive di livello, ecc… tutto eseguito nelle condizioni trovate di un Comune in dissesto finanziario e di una macchina organizzativa ridotta a pezzi che, dopo tre anni, oggettivamente, almeno su questo saremo d’accordo,  siamo riusciti a rimettere in ordine.

Il mio riferimento di questi giorni circa un risveglio del dibattito cittadino con riferimento agli interventi di alcune personalità e intellettuali della nostra città compreso il tuo di oggi, non mi appare così bislacco e fuori luogo visto che per oltre dieci anni il refrain della politica orvietana era stato : “ Non ci sono i soldi… e ti ho detto tutto!” e con ciò il dibattito era chiuso ancor prima di iniziare.

Mancano ancora 18 mesi prima che gli orvietani tornino a votare per la prossima amministrazione comunale, sarebbe un peccato sprecarli in una lunga e confusa campagna elettorale confondendo quello che ci sarebbe da fare con quello che è possibile fare. Sarebbe un confronto impari poiché a me tocca, per il ruolo svolto, contenermi nello strettissimo recinto normativo e finanziario della realtà, altri invece possono spaziare liberamente , come avviene, alcuni per toccare il cuore degli orvietani altri per scatenarne gli umori più triti.

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