Il 23 ottobre del ’20 nasceva Gianni Rodari, ma Orvieto si è dimenticata

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Il 23 ottobre del 1920 nasceva ad Omegna Gianni Rodari, giornalista, poeta, scrittore per bambini.  E’ quel Rodari che ha in Orvieto il suo Centro Studi all’interno della biblioteca.  E’ quel Rodari con gran parte dell’archivio sempre ad Orvieto.  E’ quel Rodari che ha vinto premi a non finire per la sua letteratura per ragazzi.  Sì, proprio Orvieto, e non Omegna, ospita l’archivio personale pieno di libri, tesi, manoscritti che testimoniano la vita intensa del giornalista e scrittore.  In un caldo mese estivo si svolse un cda conoscitivo del Centro Studi più che altro per presentare i nuovi membri del consiglio stesso alle eredi di Gianni Rodari, la moglie e la figlia.  Fu sconsolante come ci ha spiegato in uno nostro speciale di OrvietoLifeTv Lucia Vergaglia, consigliere di amministrazione del Centro Studi.  Chiavi difficili da trovare, scope in bella vista e polvere, tanta polvere su schede, libri e monoscritti. 

Il sindaco allora si è impegnato a far ripartire tutta la macchina anche in previsione del 2020, data fondamentale per Gianni Rodari e la sua memoria.  Effettivamente è stato pubblicato un bando per sistemare ed archiviare il patrimonio del centro, ma, facciamo la domanda sperando di essere smentiti, chi andrà ad operare è qualificato? Ha i titoli accademici per farlo?

Nel frattempo mentre attendiamo la risposta dall’organo competente, ci chiediamo. che si fa ad Orvieto il 23 ottobre per ricordare la figura di Gianni Rodari?  Andando a ricercare on-line non abbiamo trovato alcuna nota o manifestazione, guardando le tante locandine che affollano i negozi del centro neanche.  Ma forse il presidente del Centro Rodari, coincidente con la figura del sindaco, si è dimenticato della data troppo occupato a spiegare chiusure e viabilità e a dipanare la matassa dei veleni interni del PD in fase congressuale?

Noi vogliamo ricordarlo con una poesia dal titolo emblematico, “Il dittatore”

Un punto piccoletto,

superbioso e iracondo,

“Dopo di me – gridava-

verrà la fine del mondo!”.

 

Le parole protestarono:

“ma che grilli ha pel capo?

si crede un Punto-e-basta,

e non è che un Punto-e-a-capo”.

 

Tutto solo a mezza pagina

lo piantarono in asso,

e il mondo continuò,

una riga più in basso.

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