Annunciata chiusura Libreria dei Sette, ancora aperto il dialogo con il Comune

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Un dialogo aperto, senza conflitto. È questo il livello di “trattativa” fra Riccardo Campino, proprietario della Libreria dei Sette, e l’amministrazione comunale orvietana in merito all’annunciata chiusura del negozio ai piedi della Torre del Moro. Questo quanto comunicato alla città dallo stesso Campino, affiancato dall’assessore alla cultura Cannistrà, nel corso dell’evento pubblico che si è tenuto stamattina, sabato 21 ottobre, nella corte di Palazzo dei Sette.

Tantissimi i cittadini intervenuti all’incontro che si sono stretti a Campino e ai suoi dipendenti perché il punto vendita non ceda alle difficoltà della crisi che ha investito anche tanti negozi del centro storico orvietano. Concertata la piena disponibilità dell’amministrazione comunale al salvataggio della libreria, la questione al centro dell’incontro ha fatto da apripista ad un discorso di più ampio respiro ovvero quello dello stato del centro storico orvietano. In questa battaglia, così, accanto alla Libreria dei Sette si sono schierati due pietre miliari del commercio su corso Cavour ovvero il bar Montanucci e la bottega Michelangeli. Questi tre soggetti, in particolare, si sono fatti carico di una vera e propria richiesta di soccorso attraverso una lettera indirizzata la scorsa estate al sindaco Giuseppe Germani che Campino ha letto testualmente durante l’incontro di stamattina.

“Crediamo nei valori dell’accoglienza e della professionalità, oltre che come fattori di stile anche come strumenti di promozione del nostro territorio” ha iniziato a leggere Campino. Poi – inevitabile – il riferimento ad “alcune scelte” in fatto di viabilità sulla Rupe “che – ha continuato il gestore dello store Mondadori – stanno progressivamente portando allo svuotamento del centro storico”. Questione questa di grande rilievo nel contesto di una prospettiva molto temuta da chi opera in questa parte di Orvieto ovvero, come si legge nella lettera, il “rischio di perdere l’identità della città, sempre più divisa in due: da un lato la Rupe destinata ai soli turisti, dall’altro i quartieri in pianura ad uso e consumo dei cittadini in quanto meglio forniti sotto ogni profilo, viabilità, parcheggi gratuiti, assortimento merciologico dei negozi eccetera”. E ancora, nell’elenco delle richieste al primo cittadino orvietano, una segnaletica chiara e la sensibilizzazione dei residenti alla valorizzazione della città, mobilità alternativa e comunicazione incisiva su come muoversi. Tutto per salvare Orvieto da quello che Campino, Montanucci e Michelangeli definiscono come un mai auspicabile “cambiamento genetico della città”.

Tutti i cittadini, infine, sono stati chiamati ad avanzare le proprie proposte per il salvataggio della Libreria dei Sette come anche per la rinascita del centro storico, temi che saranno ancora al centro di un incontro datato domenica 5 novembre, sempre a Palazzo dei Sette.

 

 

 

 

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