Orvieto per Tutti striglia l’amministrazione comunale, “la crisi del commercio non è colpa dei titolari”

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In questi ultimi giorni, nei vari colloqui avuti con vari componenti dell’amministrazione, sul tema della difficile situazione economica del centro storico, molti di noi hanno notato che le problematiche delle singole attività sia commerciali che ricettive, che in alcuni casi hanno portato e porteranno a breve alla chiusura e/o alla cessione, vengono imputate esclusivamente alla cattiva gestione dei titolari stessi.  Come se fosse solo colpa del titolare (o dei titolari), della condotta, del mancato adeguamento al mercato e/o mancata innovazione tecnologica, della mancata collaborazione con i colleghi, del mancato sorriso, che taluna attività si trovi in difficoltà.

Fare impresa è sicuramente il mestiere tra i più difficili del mondo anzi, per il fatto che se sbagli difficilmente recuperi e, spesso, con i propri errori porti a fondo anche i propri dipendenti e/o collaboratori, è tra quelli che ti danno un senso di responsabilità elevato altissimo, che spesso non ti fa dormire e che , magari, ti toglie il sorriso.  Fare impresa è fare delle scelte, mettersi in gioco personalmente, garantire con i propri beni, ma sempre senza tutele da parte dello Stato e dagli Enti Locali; tante volte va bene, ma altrettante va male, sia a causa di errori propri ma anche per fattori esterni.

Il problema è proprio questo e cioè che ogni attività economica è diretta conseguenza di colui che la intraprende, ma sicuramente è soggetta a fattori esterni dove sia lo Stato che gli Enti Locali, possono sicuramente avere la loro influenza, con le scelte (giuste o sbagliate) o anche con le non scelte; ed utilizzare l’alibi di supposte “criticità” del tessuto economico del centro storico, per non essere in grado di fare scelte e/o per giustificare quelle sbagliate, è un errore di supponenza gravissimo che ci sta portando oltre il ciglio del baratro!!!

One Comment

  • Laura

    Accusare la gente che si impegna con sacrificio è un alibi per giustificare l’ incapacità di valorizzare le risorse del territorio. Battono cassa con i parcheggi costringendo la gente che si reca al lavoro a lasciargli un tributo ( in cambio di niente, xche’ poi con questi incassi ricavati dai parcheggi non creano eventi e promozioni).
    Loro sono i privilegiati che possono parcheggiare ovunque e sotto il palazzo vescovile è uno scandalo ( lì sotto ci dovrebbe stare solo una macchina, quella del vescovo che risiede lì). Invece è sempre pieno, ma i vigili non controllano? Preferiscono fare le multe sempre agli stessi è sempre nelle stesse parti. Perché controllano ovunque meno vicino al Duomo? Quella piazza dovrebbe essere la più importante, piu’ importante di Piazza del popolo. Invece è sempre piena di macchine, c’è una fila di macchine che nessuno vede o per comodità non vuol vedere. Se c’è una regola, bene, ma deve essere rispettata da tutti.Allora tutti devono pagare i parcheggi, politici, sindaci, dipendenti comunali, amici degli amici degli amici, parenti dei parenti dei parenti. Altrimenti non vale.
    Se mi rifate la multa me la pagate voi che non pagate nessun parcheggio e fate come c. vi pare. grazie

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