Vittoria importante del Comune. Il Consiglio di Stato dice no al terzo calanco

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Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta): Vito Poli, Presidente, Oberdan Forlenza, Consigliere Estensore, ha pronunciato la sentenza che accoglie l’appello del Comune di Orvieto contro Sao Servizi Ambientali Orvieto s.p.a., per la riforma della sentenza del T.a.r. Umbria, del 16 gennaio 2015 concernente la variante parziale al PRG per la modifica di alcune zone urbanistiche per renderle coerenti alla nuova perimetrazione delle aree boscate, tale da imprimere all’area una destinazione a zona agricola “E”, anziché “F”.   Il Consiglio di Stato ha confermato che al Comune spetta un ampio potere discrezionale in materia di pianificazione e che tra l’altro, non va considerato solo l’aspetto urbanistico ma anche quello che riguarda gli altri aspetti meritevoli di tutela, a cominciare dalla tutela ambientale, della salute pubblica e del paesaggio. 

 Le conclusioni della verificazione effettuata da Gianluca Piovesan, ordinario di selvicoltura e assestamento forestale presso l’Università della Tuscia, per incarico della Sezione del Consiglio di Stato su una superficie di 3249 mq ha accertato che “all’interno dell’unità immobiliare distinta in catasto al foglio 65, part. 16/p del Comune di Orvieto, di proprietà di S.A.O. s.p.a., è presente un bosco secondo la definizione contenuta nell’art. 5 l. reg. Umbria 19 novembre 2001 n. 28”; che “il poligono delimitato dai rilievi eseguiti ha larghezza nettamente superiore ai 20 m.” e che “vi è uno strato arboreo nettamente superiore alla prescritta soglia del 20% con un ecosistema tipicamente forestale, spontaneo, in grado di autoriprodursi indefinitamente” quindi il bosco appare come “una formazione forestale chiusa anche per il senso comune”.

“L’appello del Comune di Orvieto è stato integralmente accolto – afferma Valentina Stefutti legale dell’Ente unitamente ad Alessio Petretti – il Consiglio di Stato ha infatti confermato che al Comune spetta un ampio potere discrezionale in materia di pianificazione e che non va considerato solo l’aspetto urbanistico ma anche quello che riguarda gli altri aspetti meritevoli di tutela, a cominciare dalla tutela ambientale, della salute pubblica e del paesaggio. Ne discende che la società ricorrente non potesse vantare alcuna ‘aspettativa’ meritevole di tutela. La sentenza ha chiarito inoltre che nel richiedere il parere alla Comunità Montana, il Comune non ha affatto dismesso i suoi poteri e ha ritenuto completamente infondato il motivo sulla VAS”.

“Apprendo con soddisfazione l’esito della sentenza del Consiglio di Stato, che dà ragione alle tesi dell’Amministrazione Comunale – commenta il sindaco, Giuseppe Germani – ora, dopo questo risultato raggiunto è il momento di fare un nuovo piano per i rifiuti regionali. L’Auri si sta occupando di tale progetto con l’affidamento a consulenti esterni di livello internazionale. Abbiamo superato diversi ostacoli, in modo particolare la diffidenza di molti, credo però che questo risultato importante per la Città di Orvieto è innanzitutto il frutto di un lavoro costante e quotidiano”.

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