Sicurezza, prevenzione e normalità sono le tre parole d’ordine fondamentali

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La questione sicurezza irrompe anche ad Orvieto perché città turistica.  Si parla di dissuasori, paletti e ostacoli al transito di veicoli che potrebbero essere potenzialmente pericolosi per i pedoni.  Questa è la nuova tragica “moda” del terrorismo di matrice islamica che punta a colpire facendo il massimo danno con il minimo di spesa e di organizzazione logistica.  Nei mesi scorsi ci si è accorti dell’alzarsi dell’allerta per la presenza continua di militari al Duomo e alla diga di Corbara.  Improvvisamente sono sparite le camionette.  Cessato allarme, o meglio quegli stessi militari sono stati dirottati verso altri obiettivi ritenuti più sensibili di altri.  Nell’ideologia dell’estremismo islamico non bisogna dimenticare che il Duomo ha un significato particolare per la sua iconografia e questo dovrebbe muovere gli amministratori locali a chiedere nuove tutele per la piazza.  I simboli sono importanti e sempre in riferimento a questi anche l’apparire di donne in niqab è un segnale.  Nulla da eccepire, sia ben chiaro, ma in alcuni luoghi l’attenzione dovrebbe sempre essere alta.  Non si vuole creare allarmismo, ancor meno intolleranza ma il rispetto delle regole sì.  Presso luoghi che si ritengono sensibili tutti devono essere riconoscibili, basterebbe applicare questa semplice regola per fugare ogni dubbio e rendere un servizio adeguato alla città ed ai suoi ospiti. 

Il discorso diviene più complesso quando si parla di compatibilità tra dissuasori e centro storico.  Sicuramente le barriere non sono mai belle, né al centro né in periferia, ma quando necessarie per preservare il bene supremo della vita allora non si può derogare.  Ma ad Orvieto come si può conciliare bellezza e sicurezza? Il centro storico, come ha scritto Ciro Zeno è nel suo complesso sensibile e questo rischia di rendere ancor più complicato il vivere quotidiano per chi vive e lavora sulla rupe.  Ma in realtà non è proprio così.  Prima di tutto serve prevenzione e qui un ruolo fondamentale lo hanno le forze dell’ordine e i cittadini che devono segnalare ogni fatto sospetto.  Il secondo livello di prevenzione sta proprio nell’attivare anche un sistema di controllo in remoto e uno di prevenzione passiva con dissuasori.  In questo caso c’è ancora molto da lavorare nonostante da tempo si discuta di un sistema di videocontrollo di cui ancora non si ha traccia.  L’ultimo passo riguarda l’individuazione dei punti critici come il Duomo e i luoghi di aggregazione.  Da questo punto di vista la creazione dell’isola pedonale, o meglio della ZTL tra Corso, via del Duomo e piazza del Duomo è una buona idea ma ancora non completata dal completo divieto di transito a qualsiasi veicolo; troppe deroghe e troppi permessi.  Sicuramente allargare ulteriormente le zone pedonali rischia di rendere più complesso il controllo e difficile la gestione del traffico quotidiano oltre che rendere necessari nuovi dissuasori in cemento molti impattanti dal punto di vista della bellezza del centro storico. 

E’ importante mantenere però, il proprio stile di vita senza paura e collaborare con chi è deputato al controllo del territorio senza bisogno di ronde organizzate.  Le forze dell’ordine devono però essere messe in condizione di lavorare al meglio per la città e l’amministrazione deve alzare la voce per ottenere nuove risorse sia di personale che di mezzi senza abbandonare la richiesta di un presidio nella zona di Ciconia e Orvieto Scalo orami da troppi anni chiuso.

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