Piazza del Popolo, la stella polare è far vivere il centro storico ora

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L’occasione degli auguri ferragostani è ghiotta per il sindaco.  Gli ingredienti per riaprire un dialogo con categorie produttive, residenti e cittadini ci sono tutti, ma sembra proprio mancare la volontà.  Sulla pedonalizzazione del centro storico non sembrano esserci ripensamenti.  A nulla sembrano valere le tante voci contrarie proprio di quegli operatori economici che vengono chiamati in causa a giustificare la chiusura.  Niente di niente.  Sembra esserci un muro invalicabile tra amministrazione e città.  Eppure gli esempi di compromesso sono numerosi sia in Italia che all’estero.  In una località di mare straniera la passeggiata sul porto, ad esempio, è aperta tutto il giorno, per ovvi motivi climatici, e viene chiusa alle 20 fino alle 02.  In altre città turistiche i parcheggi a pagamento spesso sono a fasce orarie lasciando libertà di parcheggio nelle ore più calde e nei festivi.  Ma tutto questo non bisogna sottolinearlo, sembra. 

Abbiamo scomodato anche l’Università di Perugia, città dove stanno ripensando la chiusura del centro storico alle auto, per farci dire che le auto devono transitare lo stretto necessario.  Non c’era bisogno.  Bastava il buon senso e chiedere ai turisti, leggere i commenti sui social o sentirli parlare fra di loro per comprendere che la prima necessità è attrezzare la città con una buona accoglienza ed una rete di servizi di qualità a partire dai bagni pubblici.  Il secondo step è la pedonalizzazione della passeggiata classica che con centro la Torre del Moro arriva da una parte al Duomo, dall’altra a Sant’Andrea e infine al Mancinelli.  Ma serve una pedonalizzazione vera e solo dopo si più allargare.  E’ vero nel documento elettorale era scritto ampliamento della pedonalizzazione ma in accordo con la città e non contro.  E poi c’è scritto allargamento ma di cosa? Ad oggi l’unica pedonalizzazione, se così vogliamo chiamarla, è quella di piazza della Repubblica e via Duomo. Ribadiamo il concetto che pedonalizzare significa vietare al transito delle auto, di tutte le auto salvo quelle di soccorso per servizio di emergenza.  Si può pensare a fasce orarie o ad altre soluzioni ma questo significa pedonalizzare.  Lasciare aree libere dal traffico veicolare a favore dei pedoni, questo significa area pedonale.  Ad oggi così non è in quelle che vengono presentate come aree pedonali. 

C’è poi il buonsenso e la valutazione empirica.  Piazza del Duomo è luogo sacro, d’arte e turistico per eccellenza quindi sì deve essere chiusa al traffico veicolare.  In Piazza del Popolo tutto cambia e non è per colpa delle poche macchine che sono presenti.  Le guide portano i turisti in un angolo ombroso di fronte al Palazzo del Capitano del Popolo, spiegano velocemente e danno pochi minuti per qualche foto ricordo. Dopo si torna sul Corso per altre visite guidate.  Ma la piazza cosa offre?  Ci sarebbe un museo che non è quasi segnalato, il Palazzo non si può visitare all’interno e la piazza è tutta al sole d’estate e al freddo d’inverno. I locali hanno i loro clienti a prescindere dalla chiusura o meno della piazza, anzi sicuramente oggi qualcuno in più ne hanno grazie alla sosta oraria.  I locali esposti al sole, poi, pochi clienti vedono durante il giorno.  La sera ecco che arriva la trasformazione.  Piazza del Popolo non si riempie più di tanto perché le vetrine sono in altri luoghi, le gelaterie pure.  Ma i locali si riempiono con le loro pedane che non possono essere ampliate oltre le dimensioni che già si hanno. Le macchine assalgono ogni angolo in maniera sicuramente incivile ma mancano i controlli.  Certo, i cittadini dovrebbero capire da soli dove si può e dove non si può parcheggiare ma in caso di scarso senso civico non ci sono contraccolpi di alcun genere.  Così la piazza soffre e non riesce a trasformarsi neanche la sera in un luogo di passeggio ma la colpa di chi è? Dei cittadini sicuramente che non capiscono il valore della loro città.  Torniamo dunque alla nostra proposta, chiudere la piazza al traffico nelle ore serali per favorire il turismo ma a patto che vengano potenziati, o meglio inaugurati navette gratuite o a prezzi controllati. 

D’inverno, poi?  Tutto cambia, cambiano anche le esigenze di un centro storico che, comunque, deve vivere, questa deve essere la stella polare di un’amministrazione che intende favorire l’economia della città tutta perché se non funziona il centro storico non funziona l’intera città.

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