In Regione parlano di FrecciaBianca e FrecciaRossa ma di Orvieto non c’è traccia. I pendolari non interessano

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Siamo a due settimane all’inizio dei lavori sulla linea ferroviaria che inciderà fortemente sui tempi di percorrenza dei treni da e per Roma a totale discapito dei pendolari e dei turisti che vogliono venire ad Orvieto e di novità ancora non c’è traccia.  Intanto alla Regione quasi tutti i gruppi consiliari, dal PD al M5S, dalla Lega a Fd’I, hanno chiesto di poter avere treni ad alta velocità nella tratta Perugia-Terni e su Spoleto, Assisi, Foligno.  L’assessore Chianella ha risposto che la giunta ci sta già lavorando anche se permangono “dubbi sulla fattibilità tecnica delle tante fermate proposte”.  Notate qualcosa di strano?  Manca totalmente Orvieto che è sulla direttrice Napoli-Roma-Firenze-Milano.  Ad Orvieto non interessa se fermano FrecciaRossa o FrecciaBianca alla Regione, anzi proprio non viene minimamente considerata.  Ci si sta spendendo per un FrecciaBianca a Spoleto, “per il quale non abbiamo avuto risposta”, e di un FrecciaRossa al posto del “Tacito” tra Terni e Milano.  E Orvieto? E le esigenze di oltre 1600 persone che ogni giorno per lavoro o per studio vanno a Roma? E soluzioni tampone per il periodo successivo al 29 luglio quando ci vorranno due ore circa per la tratta Orvieto-Roma?

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Qui non ci sono risposte per il semplice motivo che giunta e gruppi consiliari sono concentrati su un’altra direttrice.  D’altronde ad Orvieto abbiamo la forza di pensarci da soli a risolvere la questione.  Peccato che i contratti di servizio ed altri eventuali accordi passino dalla Regione e dall’assessorato ai trasporti.  A Spoleto hanno provato ad ottenere un FrecciaBianca per il periodo del festival, in attesa di un più lussuoso FrecciaRossa, ma niente da fare.  Orvieto che, insieme a Terontola potrebbe essere il grimaldello per far entrare l’alta velocità in Umbria non viene presa minimamente in considerazione.  Ma non vengono presi in considerazione neanche i pendolari che nella calura estiva continueranno a recarsi a Roma per lavoro durante l’intero mese di agosto, perché ci sono, “tanto è solo un mese” dirà qualcuno.  Sì, è solo poco più di un mese, ma di solito sotto il caldo torrido e con la climatizzazione che spesso fa i capricci sui vagoni dei cosiddetti RV (Regionali Veloci).  Poi i pendolari vanno a lavorare e stanno fuori casa anche dodici ore al giorno e sono legati agli orari dei treni, non possono decidere altrimenti.

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Niente, ancora una volta ecco la dimostrazione che Orvieto è scarsamente rappresentata in Regione, anzi non lo è per niente grazie ad una legge elettorale penalizzante ed alle divisioni ideologiche che hanno impedito di tentare la scalata ad un candidato credibile, oltre gli schieramenti.  Oggi il risultato è palese, con Orvieto troppo spesso ai margini, ai confini dell’Umbria non solo geograficamente ma soprattutto nelle scelte strategiche sui servizi fondamentali, trasporti, sanità, ambiente e sociale.

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