Gnagnarini e le gare pubbliche: "ripristinare l’assoluta legalità degli affari comunali"

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di Massimo Gnagnarini – assessore al Bilancio

Oltre a quelle minori più numerose, che regolarmente gli uffici svolgono sulla piattaforma del mercato elettronico delle pubbliche amministrazioni, le gare pubbliche principali attivate dalla Giunta comunale negli ultimi mesi, i cui capitolati sono stati trasmessi per l’esecuzione all’ apposita Centrale Unica di Committenza riguardano “tutto”, con il costo politico che di conseguenza comporta rompere una lunga e contorta storia cittadina:


– Biglietteria e custodia parcheggi insilati;
– i Contratti Assicurativi del comune nella loro totalità;
– la gestione del Teatro Mancinelli;
– la gestione della Torre del Moro;
– la gestione della nuova biglietteria elettronica del Pozzo di San Patrizio;
– l’ implementazione di un Nuovo Sistema Informatico generale del comune;
– la gestione della Scuola di Musica;
– la gestione dei servizi socio-assistenziali integrati;
– il servizio di illuminazione votiva elettrica delle tombe dei cimiteri comunali.


Si tratta di affidamenti pluriennali il cui valore economico totale supera i 10 milioni di euro. L’impatto di queste decisioni ancorché derivate dall’applicazione di normative stringenti, è di quelli capaci di produrre forti sconquassi rispetto a un mondo che da decenni ruota intorno alle attività economiche svolte dal Comune di Orvieto. Inutile nascondersi che sono in gioco il destino di alcune cooperative locali e quello di associazioni come la TeMA e anche di fornitori privati di antica e consolidata collaborazione. Il mercato e le normative non fanno sconti e sono calibrati in funzione della trasparenza e della libera concorrenza a salvaguardia dell’interesse pubblico e quindi di quello collettivo. D’altra parte le polemiche, che pure in alcuni casi in maniera virulenta si sono sviluppate intorno a questi provvedimenti da parte soprattutto di alcuni soggetti interessati, accompagnate spesso da proposte di improbabili soluzioni per favorire deroghe, salvaguardie ad hoc o proroghe illegittime e ogni altro espediente per continuare nella vecchia maniera dei rinnovi illegittimi , si è dimostrata velleitaria e per certi aspetti ai limiti dell’indebita pressione nei confronti degli organi di governo della città. Si tratta di pressioni che, evidentemente, hanno avuto luogo anche negli anni passati se è vero come è vero che lo stesso MEF, nella sua ispezione al Comune di Orvieto svoltasi l’anno scorso, ha rilevato e trasmesso alla Procura della Corte dei Conti le irregolarità riguardanti le proroghe ovvero i rinnovi taciti effettuati nel corso della passata consiliatura dei contratti scaduti nel 2013 per la gestione della biglietteria del Pozzo di San Patrizio, nonché della Torre del Moro. Questa Amministrazione, oltre al raggiunto risanamento finanziario dell’Ente, e’ intenzionata a ripristinare l’assoluta legalità degli affari comunali. Costi quel che costi politicamente.

 

 

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